domenica 16 gennaio 2011

Ragusa: licenziato per 5 euro, impiegato di 30 anni si toglie la vita

Lo hanno trovato impiccato nella sua casa di campagna, dopo averlo cercato inutilmente per un giorno e una notte. Accanto al cadavere solo un biglietto indirizzato alla moglie in cui chiedeva scusa e spiegava i motivi del suo gesto. E' morto così P. C., 30 anni, sposato e padre di un figlio in tenera età, licenziato qualche settimana fa da un supermercato di Ragusa dove lavorava come commesso per avere incassato alcuni buoni sconto da cinque euro. Un provvedimento ritenuto ingiusto, oltre che sproporzionato, che aveva fatto piombare il giovane commesso nella disperazione più nera.

L'ennesimo dramma della disoccupazione in una provincia un tempo ritenuta l'Eldorado della Sicilia ma dove oggi soffia forte il vento della crisi.
A denunciare quanto è accaduto sono stati i dirigenti della Uil, il sindacato al quale la vittima si era rivolto dopo essere stato licenziato. "Era un nostro iscritto - dice il segretario provinciale Giorgio Bandiera - faceva parte del direttivo della Uiltucs, lo stavamo seguendo nella sua azione giudiziaria promossa per ottenere la revoca del licenziamento. Proprio ieri era stato predisposto, insieme al nostro legale, il ricorso al giudice del lavoro".

Il sindacalista spiega anche i motivi del licenziamento da parte dell'azienda, una catena della grande distribuzione, definiti assolutamente risibili. "Era stato accusato di aver cambiato cinque buoni-sconto di un euro, ma lui aveva respinto ogni addebito e non riusciva a darsi pace per un licenziamento che riteneva ingiusto e illegittimo". Gli fa eco Angelo Gulizia, segretario provinciale della Uiltucs: "Il dramma del lavoro - dice - ha fatto un'altra vittima. Togliersi la vita a trent'anni è una tragedia di cui non ci saremmo mai voluti, e dovuti, occupare".

Erano stati gli stessi familiari del giovane a denunciare la scomparsa del giovane, dopo che si era allontanato da casa. La moglie, che temeva la tragedia, è andata nell'abitazione estiva di famiglia, a Santa Croce Camerina. Ha visto la luce di casa accesa e ha intuito cosa poteva essere accaduto. Per questo non è entrata, ma ha chiesto l'intervento della polizia. E' stato l'equipaggio di una volante a trovare il corpo ormai senza vita del commesso. Accanto al cadavere un biglietto, scritto con una grafia incerta, indirizzato "A mia moglie". L'ultimo gesto di amore prima di farla finita.

2 commenti:

il Ratto ha detto...

questa è stata la notizia più brutta della settimana,
assolutamente orribile secondo me.

Ernest ha detto...

mi allineo al Ratto

 
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