venerdì 14 gennaio 2011

I primi morti sul lavoro a Catania

Esplode fabbrica di fuochi, due morti nel Catanese

(da qui)

Due persone sono morte e un'altra è rimasta ferita nell'esplosione avvenuta in una fabbrica di fuochi d'artificio a Santa Venerina, comune in provincia di Catania. La deflagrazione, alla quale è seguito un incendio, è avvenuta poco dopo le 9,30. Sul posto numerose squadre dei vigili del fuoco e ambulanze oltre a polizia e carabinieri.

L'incidente è avvenuto in uno dei capannoni della "Pirotecnica Etnea", in contrada Cosentini, alla periferia di Santa Venerina. I due morti sono entrambi operai della fabbrica. Il ferito, Gaetano Spina, figlio del titolare, è stato trasportato dall'elisoccorso all'ospedale di Acireale e da lì trasferito al centro grandi ustioni del Cannizzaro di Catania. Le sue condizioni sono gravi. Secondo quanto si è appreso, la deflagrazione è avvenuta mentre le vittime stavano preparando una miscela esplosiva.

Sono state identificate le vittime dell'esplosione. Sono il romeno Petru Merla, di 39 anni, e Giuseppe Adornetto, di 75 anni, di Mascali, comune sempre in provincia di Catania. Un corpo è stato trovato carbonizzato, l'altro dilaniato. Il ferito è Gaetano Spina, di 45 anni, figlio del proprietario dell'azienda, che è stato trasferito d'urgenza dall'ospedale di Acireale al centro grandi ustionati del Cannizzaro di Catania, dove è ricoverato con la prognosi riservata.

I testimoni. "Ero al lavoro nella mia campagna, a circa cento metri dalla struttura, quando ho sentito un botto incredibile, sembrava fosse scoppiata la guerra, mi sono avvicinato ma non ho avuto il coraggio di entrare dentro". Così il proprietario di un terreno attiguo la fabbrica di fuochi d'artificio ricostruisce l'accaduto. E' stato tra i primi ad arrivare sul posto e a chiamare i soccorsi telefonicamente ed è ancora sotto choc: "Ho visto una scena terrificante, da film dell'orrore - aggiunge - lo confesso: ho avuto paura e mi sono subito allontanato per timore di altre esplosioni". L'esplosione è stata così violenta che è stata avvertita a diversi chilometri di distanza, anche in altri comuni alle pendici del versante Est dell'Etna. "Ho sentito un gran botto e la mia casa ha tremato come se ci fosse stato il terremoto", racconta Giuseppe Pirruccio, amico della famiglia Spina che abita a Fleri, a due chilometri della tragedia. "Sono sconvolto - aggiunge guardando i danni provocati dalla deflagrazione - e sono corso subito qui perché ho capito cosa poteva essere successo. Speravo di sbagliarmi, ma purtroppo non è stato così....".

Il magistrato. "Abbiamo trovato uno scenario terrificante. Una delle due vittime è stata investita dall'esplosione, scaraventata in aria e finita su un albero. L'altra è stata invece dilaniata dall'esplosione". E' quanto affermato dal sostituto procuratore della Repubblica Enzo Serpotta che ha ricostruito le conseguenze dell'esplosione avvenuta nella fabbrica di fuochi d'artificio dopo il sopralluogo compiuto nell'ambito dell'inchiesta aperta dalla Procura etnea. Serpotta ha poi evidenziato come ancora "non è possibile capire se siano stati rispettati i parametri di sicurezza" che la legge impone in questi luoghi.

(10 gennaio 2011)

1 commento:

Ernest ha detto...

cambia l'anno e non i fatti, morti che passano nel silenzio.
Assurdo

 
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