domenica 16 novembre 2008

"la Repubblica" fatta a pezzi dai Mauro e dai Giannini

Tra le tante fonti di fastidio e rabbia che mi suscitano le vicissitudini del nostro paese non posso non includere ai primi posti la perdita di qualita' di un giornale, "la Repubblica", che avevo sempre apprezzato molto per il taglio estremamente rigoroso dei suoi articoli, per l'obiettivita' delle sue critiche anche a sinistra. Negli ultimi tempi, in particolare dopo la sciagurata nascita dello sciagurato Partito Democratico (quindi ben prima della caduta del governo Prodi), "la Repubblica", guidata dal direttore Ezio Mauro e dal vicedirettore Massimo Giannini, ha avuto una decisa involuzione nei suoi editoriali e nella qualita' dei suoi approfondimenti politici, finendo troppo spesso per apparire come la velina neanche del PD, quanto della sua corrente veltroniana. Dopo avere appoggiato Veltroni nella sua "corsa solitaria" e essersi fatta portavoce del "voto utile" (anche, sorprendentemente, tramite giornalisti che tuttora stimo quali Zucconi e Scalfari), perse le elezioni di aprile si e' ritrovata in una crisi che ben riflette la crisi dell'opposizione (vedi il litigio tra D'Avanzo e Travaglio, roba da bambini di tre anni). I titoli di troppi articoli e sondaggi rasentano il ridicolo, roba da peggiori annate de "l'Unita'" (e' di pochi giorni fa il patetico "governo -4% ai consensi, la luna di miele col paese e' finita", alla quale il buon Prefe ha risposto "si', ora solo il 96% del paese e' con lui), ma sono soprattutto gli articoli del pessimo Giannini che mi lasciano perplesso. Il ruolo di Giannini a "la Repubblica" sembra, piu' o meno, quello di difendere Veltroni a prescindere. A seconda dei tentennamenti del grande capo, Giannini ha difeso poi attaccato poi difeso poi attaccato l'alleanza con Di Pietro. Ha chiesto l'alleanza con l'UDC dimenticandosi di chi siano Casini e Cuffaro. Ha festeggiato la vittoria in Trentino, vittoria ottenuta apparentemente grazie all'appoggio dell'UDC. Senza far notare che l'UDC in realta' non ha nemmeno partecipato alle elezioni, anche se ha detto ai suoi elettori di votare il candidato di PD e Italia dei Valori, che ha comunque preso il 57% dei voti. Ritengo improbabile che il 7,1% di questi voti vengano da fedelissimi elettori dell'UDC che sono andati a votare il candidato dei malvagi comunisti senza neanche poter votare il proprio partito, e allo stesso tempo che nessun elettore UDC abbia votato per il candidato della destra, ma queste considerazioni sono insufficienti per Mauro e Giannini, che invece si dimenticano naturalmente di citare il partito di Di Pietro. Giannini il cerchiobottista naturalmente critica anche l'operato di Epifani e CGIL considerandolo responsabile alla stregua di questo governo; una posizione talmente insostenibile perfino per "la Repubblica" odierna che il vecchio guru Scalfari ci apre sopra il suo editoriale per prenderne le difese.

Quello che mi irrita di Mauro e Giannini non sono le loro idee, bensi' il loro atteggiamento prono. In un giornale serio, per quanto schierato e dotato di una linea editoriale, e' bello e segno di democrazia avere opinioni diverse su come conseguire obiettivi, sempre nei limiti di una corretta informazione, filtrata tramite le proprie idee e le proprie opinioni. Non critico certo Giannini o Mauro perche' votano PD o perche' vogliono allearsi con l'UDC. Li critico perche' essi non esprimono proprie idee in maniera onesta e coraggiosa, bensi' fanno una cattiva informazione giorno-per-giorno, in una sorta di oblio del passato per cui finiscono per autorizzarsi a dire tutto e il contrario di tutto, purche' si possa sposare e difendere l'attuale posizione di Veltroni e dei suoi sodali. Chiunque abbia visto le riverenze imbarazzanti di Giannini a Veltroni durante la sua intervista su "Repubblica TV" (su internet) capira' di cosa parlo. Giannini e altri due personaggi di "la Repubblica" (mi pare Edoardo Buffoni e Paolo Garimberti) sono riusciti a far parlare Veltroni a ruota libera per un'ora sottoponendogli tremanti alcune innocue domande, senza osare nemmeno toccare i numerosissimi nodi che in questo momento attanagliano l'opposizione tutta e il suo piu' grande partito. Tutto il contrario di cio' che il vero giornalismo dovrebbe fare, e sicuramente un'operazione che non aiutera' in alcun modo il PD a risolvere i propri problemi, e ad aiutarlo a recuperare consensi che non ha.

Ne' conforto, ne' compassione.

1 commento:

ratatouille ha detto...

non trovo che repubblica ed il suo vicedirettore siano "duri e puri" veltroniani.
certo, non c'è poi molta critica nei suoi confronti,
ma guardando il desolante panorama politico italiano,
e con desolante panorama intendo quello a sinistra
perchè a destra c'è veramente la terra di mordor,
non si può anche sparare su veltroni.
i massimalisti alla bertinotti,
molti buoni propositi,
grandi obiettivi e "sacri" ideali sono stati spazzati via
non per sempre ma almeno per dieci anni
per pure cazzate
dalla menapace che non partecipava alle sfilate del 2 giugno perchè lei è una pacifista (mettendo così in ridicolo un po' tutti)
ai caruso (fighetti figli di papà che con i veri poveri ci ha fatto carriera)
agli sfigati qualunque da centro sociale alla "ciahaipercasouneuro?"
per tacere di luxuria...
di pietro (che io voto) ma che esagera tirando troppo la corda
alla quale lui stesso è aggrappato
non riuscendo a discernere quando è il caso di essere intransigente e quando chiudere gli occhi (per poi ripresentare dopo il conto),
e non voglio parlare dei d'alema
dei pecoraro scanio
delle serafini
dei bassolino
ed anche di personaggi di un certo spessore (non è una battuta) come fassino,
che è il caso che diano un esempio (come lui d'alema ecc.) e si facciano da parte,
inventandosi un lavoro vero,
lasciando (almeno a sinistra) spazio per le nuove leve.

se spariamo anche sul meno peggio che è rimasto a combattere il sauron tricotrapiantato
ovvero walt&tonino (tanto vale issare davvero la bandiera bianca).

p.s.
è inutile aspettare un obama italiano,
da noi sarebbe solo un negraccio comunista, amico dei talebani
e probabilmente fannullone.

 
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