mercoledì 23 settembre 2009

Vittorio Zucconi lo dice meglio di me

[...] Ma ancora piu idiote sono le stucchevoli bizze fra quotidiani di carta, siti, blog e bloggari che si fanno a vicenda le pulci, si danno dei buffoni inattendibili e fondamentalmente si parlano e si scrivono sulle scarpe come i bambini molto piccoli o i vecchi molto vecchi, nella piu totale irrilevanza, fuori dal circoletto della propria curva che sembra importante soltanto perché ci stai in mezzo. Tutto questo sarebbe anche spassoso se non avvenisse in un Paese come l’Italia nel quale ogni giorno diventa piu difficile criticare il potere e un presidente del Consiglio spiega, come se fosse normale, di “avere dato ordine ai ministri” di rispondere o non rispondere a questa o quella domanda. Mentre le forze del Minzculpop si ricompattano e danno battaglia schierate a falange per difendere il loro piccolo imperatore vacillante sotto i colpi della propria tragicomica senilità, i media non ancora inquadrati trascorrono tempo e sprecano energie a sparacchiarsi l’uno contro l’altro con gli schioppetti a piumini. E’ la magnifica e progressiva formula della sinistra, quella che ha portato il Pd e il resto dello zoo di opposizione a essere, nunc et semper, patetica, irrilevante cornice al potere degli altri.

(Vittorio Zucconi, 23 settembre)

lunedì 21 settembre 2009

Honduras, rientrato il presidente deposto: è nell'ambasciata brasiliana

TEGUCIGALPA - Manuel Zelaya, il presidente honduregno deposto tre mesi fa con un colpo di stato, è tornato in patria nonostante il mandato d'arresto spiccato dal nuovo governo nei suoi confronti. Per ore sul suo rientro si sono susseguite notizie contrastanti e smentite. Il leader venezuelano Hugo Chavez e mezzi di informazione vicini all'ex capo di Stato hanno annunciato che è tornato in patria nonostante nei suoi confronti penda un mandato di cattura e che si trova nella sede dell'Onu nella capitale Tegucigalpa. Poco dopo sono arrivate le smentite del presidente de facto Roberto Micheletti e della portavoce delle Nazioni Unite in Honduras Ana Elsy Mendoza. Successivamente la moglie di Zelaya, Xiomara Castro, ha detto che il marito è nell'ambasciata brasiliana: "Sta molto bene - ha aggiunto - è in perfette condizioni fisiche ed è pronto per cominciare il dialogo". La stessa ambasciata e il ministero degli Esteri del Brasile hanno confermato che l'ex presidente si è rifugiato nella sede diplomatica.

Già una volta Zelaya aveva rimesso piede entro i confini honduregni, tornando però velocemente sui suoi passi mentre la polizia sparava lacrimogeni contro i suoi sostenitori. Il presidente deposto dovrebbe parlare all'Onu dopodomani in rappresentanza del suo Paese.

"Sono qui, sono a Tegucigalpa, grazie a Dio, al popolo e alla comunità internazionale", ha detto Zelaya alla rete tv di Tegucigalpa 36. Chavez ha raccontato che "ha viaggiato per due giorni attraversando fiumi, montagne e rischiando la vita insieme a quattro uomini fidati, prima di arrivare a Tegucigalpa".

Da parte sua, Micheletti ha affermato che Zelaya "si trova nella suite di un hotel in Nicaragua" (dove è stato esiliato) e che le notizie secondo cui il suo predecessore è tornato a Tegucigalpa fanno parte del "terrorismo mediatico" di parte della stampa.

(21 settembre 2009)

sabato 19 settembre 2009

all the love of the universe

Marocchina 18enne uccisa dal padre: viveva col fidanzato italiano trentunenne.

Ha ucciso la figlia di 18 anni, sorpresa in auto con il fidanzato. L'ha inseguita per strada e l'ha finita con una coltellata alla gola. Non sopportava che frequentasse quell'uomo di 13 anni più grande di lei. In Marocco, dove Sanaa Dafani era nata, la tradizione non permette di convivere con un uomo senza sposarsi. E invece la sua "bambina", da tre mesi, era andata a vivere a Montereale Valcellina con Massimo, "il suo grande amore", come ripeteva alle amiche.

Il padre della ragazza, El Ketawi Dafani, 45 anni, è stato fermato, imputato di omicidio. In ospedale è finito il fidanzato, Massimo De Biasio, 31 anni. "E' un secondo caso Hina", ha commentato il sindaco di Azzano Decimo, dove abitava la famiglia immigrata, ricordando il caso della ragazza pakistana uccisa dal padre perchè "troppo occidentale".

La moglie, Dafna, 42 anni, casalinga: "Perdono mio marito. Ha commesso un gesto orrendo, ma è mio marito, il padre di altre mie due figlie. Forse ha sbagliato Sanaa".

"Non voglio parlare con il fidanzato di mia figlia. Con il suo comportamento ha rovinato la mia vita e la mia famiglia" ha detto la madre di Sanaa, che ha fatto sapere di ritenere Massimo De Biasio responsabile di quanto successo.


In città debuttano le ronde nere. Alemanno: "Intervenga il prefetto"

Tra i volontari la presidente dell'Msi Maria Antonietta Cannizzaro e uno dei promotori delle ronde, il presidente del Partito Nazionalista Italiano Gaetano Saya
Hanno fatto la loro prima uscita pubblica romana a Piazza della Repubblica e da qui hanno inscenato una mini-parata fino a via Nazionale. Sono i volontari della Guardia Nazionale che, venerdì pomeriggio, in attesa di organizzare 'ronde notturne nelle periferie', hanno fatto una prima azione dimostrativa nella Capitale. Iniziativa subito condannata dal sindaco di Roma Gianni Alemanno, che ha chiesto "ufficialmente al prefetto e al questore di intervenire per evitare che la nostra città venga segnata dalla vergognosa pagliacciata delle ronde nere".


Nuovo gesto omofobo a Roma: attacco incendiario contro locale gay

Ancora un episodio di violenza contro la comunità omosessuale a Roma. Un attacco incendiario è avvenuto poco prima delle sette di questa mattina contro la discoteca Qube, nella zona di Portonaccio, noto locale gay della Capitale, senza provocare feriti. Non si è trattato del lancio di una molotov, come si è creduto in un primo momento: i carabinieri hanno accertato che la benzina andata a fuoco che ha annerito il portone del locale è stata versata da una bottiglia da un litro e mezzo e non lanciata, come era stata avanzato in una prima ipotesi.


Molotov contro centro sociale di destra: "Volevano colpirci, è una tentata strage"

ROMA - Tre molotov sono state lanciate contro il centro sociale "Spazio Gens Romana", inaugurato questa sera a Roma nel quartiere Appio-Tuscolano, a via Evandro, e definito "il primo centro sociale regolare d'Italia". Non ci sarebbero danni. Le molotov sarebbero state lanciate da persone a bordo di uno o due motorini. Una è caduta su un tendone ed è stata subito spenta.

Tuttavia, Giuliano Castellino, portavoce de "Il popolo di Roma" (gruppo di destra vicino al Pdl) assicura che si tratta di "una tentata strage": "Stavamo festeggiando l'inaugurazione del primo centro sociale legale a Roma, - ha spiegato Castellino - C'erano 500 persone tra cui anche donne e bambini. Due ragazzi in motorino si sono avvicinati e hanno tirato 3 molotov: volevamo lanciarle all'interno del locale per colpire le persone. La prima ha invece colpito l'insegna ed è rimbalzata su un ombrellone, le altre due sono esplose a 3 metri dalle persone".

venerdì 18 settembre 2009

dal Vangelo secondo Luca

Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l'operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi, curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio.

giovedì 17 settembre 2009

Qualcuno me lo spiega?

Scudo fiscale, Pdl per sanatoria reati penali, governo valuta

Il Pdl vuole estendere ai procedimenti penali lo scudo fiscale per i capitali illecitamente esportati all'estero, che nella versione attuale sana solo i reati di omessa dichiarazione e dichiarazione infedele.

La novità è contenuta in un emendamento al decreto legge correttivo presentato dal senatore Paolo Fleres e che trova l'appoggio del relatore Antonio Gentile.

"L'emendamento Fleres introduce lo scudo anche per i procedimenti penali. Probabilmente già stasera ci sarà una proposta dei relatori che ingloberà pure l'emendamento Fleres. Si cerca di allargare lo scudo", ha detto Gentile.

"Politicamente noi siamo tutti d'accordo. Ora è in corso un confronto con il governo", ha aggiunto il senatore.

Gentile si dice ottimista sul fatto che l'esecutivo accolga l'estensione della sanatoria ai reati penali anche se bisognerà capire entro che limiti e quale tipologia di reati.

L'emendamento Fleres riduce tra l'altro al 15 dicembre la finestra temporale entro cui sarà possibile far emergere i capitali, ora fissata al 15 aprile del prossimo anno.

I tempi per il via libera si preannunciano stretti dal momento che i senatori devono votare solo sei emendamenti.

Il decreto correttivo è stato varato in tutta fretta dal governo per modificare alcune norme del decreto fiscale numero 78, tra cui quella che istituisce lo scudo fiscale.

Entrato in vigore il 5 agosto, il decreto dovrà essere convertito in legge entro inizio ottobre pena la decadenza.

(16 settembre, 22:39)

mercoledì 16 settembre 2009

Brunetta, l'uso privato della funzione pubblica

Aprendo la home page del ministero della funzione pubblica, di cui è titolare Brunetta, non appaiono più le notizie utili al cittadino, ma una polemica privata del signor Brunetta nei confronti di un settimanale "nemico", l'Espresso appunto.

L'uso privato dello stato ha raggiunto ormai livelli folli, nelle mani di personaggi quali il Brunetta, che poi se la prendono coi fannulloni della pubblica amministrazione - da quale pulpito?

Siamo stufi di persone di questo livello. Ho deciso di salvare l'immagine perché forse, quando si renderà conto della colossale idiozia che ha compiuto, Brunetta tornerà sui suoi passi e dirà che si è trattato di un errore di un funzionario pubblico (ovviamente) addetto al web.


Ma forse, nel suo delirio di onnipotenza, si sentirà addirittura giustificato.

una "buona" notizia: condannati gli aggressori di Nicola Tommasoli

VERONA - Era morto dopo essere stato picchiato da quattro naziskin. Per l'omicidio di Nicola Tommasoli la Corte d'Assise della città veneta ha emesso condanne per complessivi 50 anni di carcere. Il giovane grafico 28enne era stato aggredito la notte del primo maggio 2008 ed era morto dopo cinque giorni di agonia. Un fatto che aveva sollevato grande clamore. Poche ore dopo il pestaggio, i responsabili erano stati individuati e catturati dalla polizia. Si trattava di giovanissimi, legati agli Ultras del Verona e vicini a movimenti di estrema destra.

La corte ha condannato a 14 anni di detenzione i ventunenni Nicolò Veneri e Federico Perini, a 12 anni il ventenne Raffaele Dalle Donne, a dieci anni Guglielmo Corsi, ventunenne. Assolto invece un quinto imputato, Andrea Vesentini. I quattro condannati dovranno inoltre pagare 100 mila euro a favore dei genitori di Tommasoli, 80 mila euro a favore della ex fidanzata della vittima e 30 mila euro per il fratello. Il collegio giudicante, composto da sette giudici popolari e presieduto da Dario Bertezzolo, ha accolto quasi completamente la richiesta del pm Francesco Rombaldoni che aveva chiesto 72 anni di carcere complessivi.

Il commento della famiglia. Soddisfatta la famiglia di Tommasoli, secondo quanto riferito dall'avvocato Franco Rossi Galante: "Fu un'aggressione, il povero Nicola passava di lì per caso, la gravità del fatto è proprio questa".

La ricostruzione dell'aggressione. "Si mossero tutti come un sol uomo, i cinque ragazzi che gironzolavano per la città erano una miscela esplosiva: Perini, Veneri e Dalle Donne sono noti e noto è il gruppo di appartenenza nel quale si è inserito Corsi, fisicamente prestante. Lui è stato il detonatore a cui gli altri sono andati dietro, senza esitazione", ha detto il pm Rombaldoni riferendosi al gruppo di ragazzi che mise in atto l'aggressione mortale.

("la Repubblica Online", 15 settembre 2009)
 
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