martedì 20 ottobre 2009

due orrori di oggi

Picchiato per aver difeso una donna: disabile ricoverato in gravi condizioni
L'uomo stava cercando di proteggere la cassiera del supermercato aggredita da un cliente che non voleva pagare e che l'ha assalito

RAGUSA - E' stato picchiato ferocemente per aver cercato di difendere da un cliente la cassiera del supermercato in cui si trovava. E' accaduto ieri pomeriggio ad un uomo di 58 anni, disabile, ora ricoverato all'ospedale "Paternò Arezzo" in gravi condizioni. Il pestaggio è stato interrotto dall'intervento dei carabinieri, che hanno arrestato l'aggressore, Pietro Baglieri, 33 anni, pregiudicato nato in Germania e da tempo residente a Ragusa. L'uomo dovrà rispondere di lesioni aggravate.

All'uscita dal supermercato "Alis" di via Caronia, Baglieri si era rifiutato di pagare, reagendo con pesanti offese all'insistenza della cassiera di saldare il conto. In difesa della donna è intervenuto il disabile, che si trovava in coda alle casse. Baglieri ha cominciato a colpirlo con calci e pugni fino all'arrivo dei militari, avvertiti dal personale del supermercato.

(20 ottobre 2009)

(NdV: un supermercato pieno e nessuno ad intervenire? saranno stati tutti donne inermi e pensionati? e l'unico che ha il coraggio di fare qualcosa, un disabile che poi viene gonfiato di botte con tutti che stanno a guardare? ah no, hanno chiamato i carabinieri... bah)


Violentano sedicenne ad Ascoli, la madre sente tutto al telefono
La donna, non vedendo la figlia rientrare, l'aveva chiamata al cellulare: la comunicazione era rimasta aperta mentre i ragazzi abusavano della figlia

ASCOLI PICENO - L'hanno fatta ubriacare e costretta a sottostare ad atti sessuali mentre la madre, che l'aveva chiamata al telefonino, ascoltava impotente quello che stava succedendo. Con questa accusa il gip di Ascoli Piceno, Annalisa Gianfelice, ha disposto l'arresto di Carlo Maria Santini ed Enrico Maria Mazzocchi, due diciottenni ascolani accusati di aver abusato di una sedicenne in un'abitazione nel centro storico.

Un particolare inquietante, è la telefonata con la madre della vittima. Non vedendo la figlia rientrare a casa, la donna l'aveva raggiunta al cellulare. La comunicazione era rimasta aperta mentre i due indagati approfittavano della ragazzina, stordita dall'alcol, senza che la donna potesse far nulla per fermarli.

L'appartamento dove è avvenuto lo stupro è uno di quelli individuati a settembre dagli investigatori della Squadra mobile, diretta da Piefrancesco Muriana, nell'ambito dell'operazione antidroga "Messenger": lì un gruppo di giovani ascolani si ritrovava per festini a base di sesso e droga. In quell'occasione vennero arrestate tredici persone e fu posta sotto sequestro una gioielleria compiacente alla quale i ragazzini, alcuni dei quali minorenni, vendevano oggetti preziosi sottratti in famiglia per poter acquistare la droga.

Carlo Maria Santini, uno dei due indagati arrestati stamani, venne denunciato per aver soggiogato e iniziato al consumo di cocaina un ragazzo ascolano appassionato di cultura "emo", che aveva agganciato attraverso il programma di chat Messenger. Il ragazzino era stato ripetutamente costretto a rubare, in casa propria, denaro e oggetti preziosi, per potersi rifornire di droga. Oltre a Messenger, il diciottenne avrebbe utilizzato anche il social network Facebook per avvicinare diverse ragazze, molte delle quali maggiorenni, e alcune consenzienti a intrattenersi con i ragazzi.

Lo stupro di gruppo risale ad un mese fa circa. Quel pomeriggio la madre ha accompagnato la sedicenne al pronto soccorso, dove i medici hanno diagnosticato uno stato di intossicazione alcolica acuta e confermato la violenza subita, testimoniata anche da vistose tracce di sangue. La ragazzina è rimasta ricoverata in ospedale per due giorni, e poi ha raccontato agli investigatori l'incubo in cui era precipitata, probabilmente come altre giovanissime vittime prima e dopo di lei.

La sedicenne considerava Santini un suo amico, ed era andata in quell'appartamento (che apparteneva ad un parente di Santini e che il ragazzo continuava a frequentare nonostante il divieto che gli era stato imposto a settembre dalla procura dei minori) senza sospettare nulla. Ad aspettarla però c'era anche Carlo Maria Mazzocchi: i due, così ha riferito, l'hanno fatta bere molto, lei si è sentita male e ha chiesto di sdraiarsi sul letto, e qui sarebbe stata violentata da entrambi, mentre la madre ascoltava tutto.

Ad inchiodare i due ci sarebbero anche alcune intercettazioni telefoniche e il tentativo di inquinare le prove, minacciando e insultando ripetutamente madre e figlia perchè ritirassero la denuncia. I ragazzi avrebbero progettato anche una fuga all'estero.

Ci sono poi altri indizi, come le conversazioni di Santini su Facebook, in cui l'indagato dava sfogo alla sua passione, quasi un'ossessione, per le ragazzine più piccole. E i passi falsi mossi nella piazza virtuale, che ora lo accusano. Una madre, insospettita dai comportamenti della figlia, si è finta una giovanissima e si è fatta agganciare in chat, per poi vietare alla ragazzina di frequentare quell'amico conosciuto sul web, ritenuto troppo pericoloso.

Anche un'altra madre, dopo i clamori dell'operazione 'Messenger' attuata qualche mese fa, si è frapposta tra la figlia quattordicenne ed il ragazzo. Le ha vietato di frequentarlo, sottraendole il telefonino e rispondendo al posto suo. Ma il ragazzo, sempre secondo le forze dell'ordine, "imperturbabile nonostante la giovane età", l'ha insultata, arrivando persino a minacciarla. Tutti comportamenti a cui Santini sarebbe stato avvezzo. Difatti lui ed il suo amico Enrico Maria Mazzocchi, sono accusati anche di un grave tentativo di inquinamento delle prove, poiché hanno più volte avvicinato sia la giovane vittima che la madre, facendo pressione affinché ritrattassero le accuse.

Se attraverso Messenger Santini reclutava baby consumatori di droga, navigando su Facebook irretiva ragazze e ragazzine, vantandosi poi delle sue "conquiste". La polizia sta facendo accertamenti su una decina di giovanissime che sono entrate in contatto con lui, e non è escluso che emergano altri episodi di violenza. In un'intercettazione telefonica fra gli indagati si parla di un giro di 40 ragazze.

Squadra mobile e Procura di Ascoli hanno lanciato un appello rivolto alle giovani e alle loro famiglie, perché vincano la vergogna e la paura e dicano quello che sanno.

(20 ottobre 2009)

(se io fossi il padre di una di queste ragazze o di questi ragazzi instradati alla droga, prima mi sentirei una merda come genitore, farei una lunga chiacchierata coi miei figli e poi andrei a gonfiare di botte i due stronzi)

5 commenti:

il Russo ha detto...

Il problema è che se tu avessi (hai?) dei figli, non verrebbero certo su come queste cacche ambulanti...

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Concordo, mi sentirei un fallito.
Certo quei due, fanno prurito alle mani.

Il Cinista ha detto...

Questo, come dice il Russo,
è un fallimento educativo in primis.

I motivi poi possono essere tanti,
ma la base è sempre la scarsa comunicazione tra genitori e figli, e il sempre più frequente "abbandono" degli stessi, nelle mani dei media (TV, Facebook, computer etc.).

D'altronde, se si cagano figli per sopperire alle noie quotidiane...

i.c.

SCIUSCIA ha detto...

Boh, 'un so che dire.
Magari noi stiamo qua a dire che la colpa è dei genitori e tutto il resto, che noi saremmo migliori, e poi tra due anni ti nasce un delinquente come figlio, e te cerchi di correggerlo, e sbagli, e le cose peggiorano, e lui fa sempre di peggio, e tu continui a sbagliare...

Boh. Io ho avuto degli ottimi genitori. La mia ragazza, ne ha avuto ottimo solo uno dei due. Ma credo semplicemente che sia fottutamente difficilissimo fare quel mestiere.

la Volpe ha detto...

infatti io, al contrario di Russo, non sarei proprio certo del fatto che i miei figli usciranno "bene"

e ho detto "mi sentirei una merda", perché anche io avrei sbagliato e posso sbagliare nonostante tutte le mie buone intenzioni

 
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