mercoledì 17 dicembre 2008

il PD? meglio morto

Dopo la devastante sconfitta abruzzese, il PD non trova di meglio che gridare all'allarme: "Di Pietro vuole cannibalizzarci!"

Ho già ripetuto che i numerosi scandali che stanno travolgendo il PD (ultima notizia: due assessori del comune di Napoli, ovviamente PD, arrestati questa mattina) sono molto più responsabili della perdita dei voti che tutto il resto (e prima di Di Pietro ci metterei anche: il rinunciare a tutto ciò che di buono e di simbolico aveva il vecchio PCI e l'ideale socialista, tra cui anche, eh sì, cambiare nome alla Festa dell'Unità; riabilitare Craxi, dire che Berlinguer ha sbagliato; i furbetti del quartierino; il pizzino di Latorre; il maledetto "dialogo" con Berlusconi) - ma c'è un altro fatto che sta accadendo in Italia: una chiara volontà, da parte dell'elettorato di sinistra, di uccidere il Partito Democratico.

E onestamente io non me la sento di dissentire.

(17/12/08)

lunedì 15 dicembre 2008

Abruzzo

Siamo molto lontani dai risultati definitivi, solo 357 sezioni scrutinate su 1625, ma credo che un 15,5% di calo dell'affluenza, il PD al 20% e Italia dei Valori al 14% sono dati che dovrebbero fare molto riflettere Veltroni, d'Alema e tutto il branco di allegri idioti che ritiene che l'opposizione intransigente sia una cosa stupida.

Qui andiamo verso la dissoluzione totale del partito: la mia profezia "si mettono insieme due partiti per prendere meno voti della somma" pare ottimistica; qui ormai "si mettono insieme due partiti per prendere meno voti di uno dei due da solo".

Buona serata.
(15/12/08)

in pensione a sessantamila anni

Equiparare per uomini e donne l'età per andare in pensione, e alzarla per tutti a 65 anni: la nuova iniziativa dell'instancabile ministro Brunetta, già noto per le sue campagne contro i fannulloni dell'amministrazione pubblica, ha subito suscitato forti reazioni.

Brunetta sostiene che si possa ottenere un grosso vantaggio dall'innalzamento dell'età pensionistica; come affermato da Red Oppar nella sua brillante interpretazione del pensiero del ministro, "aumentiamo l'occupazione facendo lavorare i vecchi" fino a sessantamila anni, perché se nessuno va mai in pensione non si perdono posti di lavoro!

E' evidente a chiunque che questa affermazione può essere accettata solo da qualcuno in preda a gravi forme di demenza senile (oppure da un lettore di "Libero" particolarmente stupido); il vero obiettivo di Brunetta, e non solo di Brunetta, è quello di scaricare il peso del sistema pensionistico dallo Stato alle famiglie.

Come si legge fra le righe della sua intervista di oggi a "la Repubblica", il vero obiettivo del ministro è infatti il sistema delle pensioni. Il problema delle pensioni è in effetti molto grave in tutta Europa (un caso molto simile al nostro è quello tedesco): il deciso calo della natalità e la crescente difficoltà a trovare il famoso "posto fisso" hanno innescato un meccanismo perverso per cui, molto semplicemente, il sistema del welfare europeo è inadeguato, basato com'è su quella che era l'economia degli anni sessanta, tutti in fabbrica o assunti dallo Stato per 30 anni con lo stesso lavoro.

La ricetta di Brunetta quindi equivale più o meno a impedire alle persone di andare in pensione. In questo modo, anche se i giovani non troveranno lavoro, dato che in Italia non esistono sussidi di disoccupazione, si possono risparmiare molti soldi dello Stato. Che i giovani stiano 1000 anni all'università o a carico di genitori che lavoreranno fino a 60'000 anni non ha importanza: sono soldi delle famiglie, non dello Stato.

Che piaccia o meno il trucco di Brunetta (e a me non piacciono), esso rappresenta la presa di coscienza (e in realtà anche, per quanto antipatica, una possibile soluzione) di un problema, di una necessità di cambiamento che non si può più negare, e che soprattutto non possono più negare le varie sinistre europee. Le sconfitte di Blair/Brown in Inghilterra, di Schroeder in Germania, della Royale in Francia, di Veltroni in Italia, sorgono anche da qui: come per l'immigrazione e la globalizzazione, c'è bisogno di un pensiero critico e innovativo. Si sa bene in che modo le destre, da Sarkozy a Tremonti, affrontino queste problematiche; ma se non le si affrontano, è inevitabile che le destre in Europa continuino a vincere. Sperare in una crisi economica mondiale o in Obama per cambiare il corso delle cose è rispettivamente irresponsabile e infantile.

Buon lunedì.
(15.12.08)

martedì 9 dicembre 2008

la settimana scorsa nel mondo (49/2008)

Mumbai, India: circa 200 persone uccise in un attentato terroristico nella capitale indiana. Il ministro degli interni ha rassegnato le dimissioni. Le indagini hanno portato alla organizzazione terroristica pakistana Lashkar-e-Taiba. Undici persone sono state arrestate in Pakistan dopo che fra i due stati si era arrivati a un livello di tensione insostenibile.

La corte costituzionale thailandese ha rimosso il primo ministro Somchai Wongsawat e cancellato due partiti di governo per brogli elettorali, rimuovendo dall'incarico anche numerosi parlamentari. Ciononostante, le forze al governo dovrebbero avere numeri sufficienti in Parlamento per eleggere un nuovo ministro dalle loro fila. I due aeroporti principali di Bangkok sono tornati operativi dopo essere stati bloccati da manifestanti antigovernativi per circa una settimana.

La NATO ha temporaneamente congelato le procedure per ammettere Georgia e Ucraina nella propria organizzazione. Paura dei russi?

Alle elezioni politiche in Romania, il partito di centro (al governo) ha ottenuto un ristretto margine di vantaggio sui socialdemocratici. Sarà costretto ad allearsi con i liberali (centro-destra) per costituire il nuovo governo. La situazione appare instabile.

In Austria è stato formato un nuovo governo, la grande coalizione fra centro-sinistra e centro-destra. Sono stati nuovamente lasciati fuori dal governo i partiti di estrema destra, veri "vincitori" delle recenti elezioni.

In Zimbabwe proseguono inutilmente i tentativi di conciliare le posizioni del dittatore Robert Mugabe e del leader dell'opposizione Morgan Tsvangirai. Intanto nel paese si teme una epidemia di colera.

A 7 settimane di distanza dalle ultime elezioni, il Canada è sull'orlo di una nuova crisi di governo. Si teme si possa dover tornare alle elezioni anticipate. Poi dicono dell'Italia!

Barack Obama ha nominato Hillary Clinton prossimo Segretario di Stato.

Il National Bureau of Economic Research ha confermato che gli USA sono in recessione dal dicembre del 2007. In 11 mesi si sono persi circa 1'100'000 posti di lavoro, dei quali 200'000 in ottobre e 536'000 in novembre. C'è chi prevede che la cifra supererà, a giugno 2009, la quota complessiva di 4 milioni di persone.

La Banca d'Inghilterra ha tagliato i tassi di interesse fino al 2%, il livello più basso da quando la Banca fu fondata nel 1694. La Banca Centrale Europea ha tagliato i tassi fino al 2.5%.

Credit Suisse riporta perdite nell'ultimo quarto dell'anno pari a 2.6 miliardi di dollari e annuncia un taglio a 5'300 dipendenti.

Il prezzo del petrolio è sceso a circa 45 dollari al barile, il punto più basso degli ultimi 3 anni e mezzo.

venerdì 5 dicembre 2008

follia edilizia & corruzione sinistra

Frustrazione e rabbia sono i sentimenti dominanti di fronte a una situazione come quella attuale della politica italiana. Davvero non si sa dove sbattere la testa. Ecco alcune letture consigliate con un breve stralcio.

Iervolino sotto pressione: pronte le dimissioni?, intervista di Giuseppe d'Avanzo a Rosa Russo Iervolino
Torna la maledizione fiorentina, di Alberto Statera
Compagni Spa, di Gianluca Di Feo
Firenze, Napoli, Roma, Genova, Perugia. L'ondata di inchieste mostra il potere dei comitati d'affari. E rischia di travolgere le giunte rosse. Ora il Pd si trova a fare i conti con gli scandali. [...]
Il sindaco di Firenze vuole cancellare 80 ettari di alberi, unico polmone previsto tra fiumi di cemento ligrestiano, per inserire lo stadio di un imprenditore amico [...]
Da Firenze a Napoli, da Genova a Perugia, da Crotone a Trento, dall'Aquila a Foggia le inchieste giudiziarie continuano ad abbattersi sulle giunte rosse [...]. Più delle dimensioni degli illeciti, spesso poche migliaia di euro, sorprendono i loro effetti: le opere inutili e i cantieri eterni figli di questa malapolitica che ama il cavillo come strumento di potere. Più che le guerre intestine tra correnti del Pd, stupisce la capacità di impastare ogni genere di interesse privato in danno del bene pubblico [....].
[A Firenze] l'assessore Gianni Biagi costringe la Provincia a entrare nel progetto Castello e costruire la nuova sede sui terreni di Ligresti. Lo fa - scrivono [i giudici] - con ogni mezzo, arrivando a sfruttare la sua carica per intimidire ogni immobiliarista e impedire soluzioni alternative. I magistrati lo accusano di avere amputato pezzi di parco per consentire altre colate di cemento, di avere fatto passare in secondo piano le opere di urbanizzazione, ossia gli impianti per migliorare la vita dei cittadini. In compenso, infila architetti suoi amici, con parcelle da mezzo milione di euro per progetti che i tecnici di Ligresti predicono come inutili ("Finirà che vi paghiamo e li buttiamo"). Il risultato finale è un mostro, il progetto urbanistico che determina lo sviluppo di Firenze assomiglia "a una discarica", affollata di uffici e abitazioni, dove i palazzi di Provincia e Regione fanno strage di alberi e poi si inserisce anche lo stadio voluto da Diego Della Valle con rischi di ingorghi epocali.
[...]

Nella pagina dell'articolo di Di Feo sono disponibili documenti e intercettazioni telefoniche.


Milano: case al posto dei parchi mai realizzati, di Alessia Gallione

A Milano è stato approvato un emendamento che consente di costruire nuove case fino al 100% sui luoghi in origine destinati ad aree verdi o servizi. Da notare che il progetto del sindaco Moratti per il futuro è di aumentare di 700'000 abitanti la città entro il 2027. Ora, possiamo discutere di quanto possa essere idiota questo progetto e soprattutto subordinare una politica urbanistica a questo, ma lascerò che parli Renzo Piano per me. Il famoso architetto ha semplicemente detto che "la politica urbanistica del comune di Milano è criminale", il che per me è un riassunto più che efficace.

giovedì 4 dicembre 2008

e io sono d'accordo con lui

"Era proprio quell’ondata di entusiasmo verso la magistratura, all’inizio di Mani Pulite, ad aver qualcosa di malsano. Perché nasceva solo dal piacere che provano i sudditi quando vedono rotolare teste coronate nella polvere. Poi, quando il cittadino si accorge che anche le sue piccole illegalità quotidiane potrebbero essere sanzionate con lo stesso metro, ecco che il giudice non gli piace più. Tutto qui".

(Francesco Saverio Borrelli)

Il che poi è anche il motivo per cui tanta gente applaude Beppe Grillo e Marco Travaglio - perché è molto più facile prendersela coi "tipi grossi" e dimenticarsi delle proprie colpe. Ed è molto più facile cercarsi un idolo a destra o a sinistra piuttosto che rimboccarsi le maniche e prendere provvedimenti concreti per migliorare il nostro quotidiano.

Vaticano favorevole a nuove moschee ma...

CITTA' DEL VATICANO (Reuters) - Il Vaticano è favorevole alla costruzione di nuove moschee in Italia, anche se riconosce che "problemi" insorgono quando luoghi deputati al culto vengono usati per altri scopi e su questo lo Stato deve esercitare un controllo.

Lo ha detto oggi monsignor Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio per la cultura, commentando la richiesta della Lega Nord di bloccare l'edificazione di nuove moschee, come riferito da diversi media.

"Il luogo di culto in quanto tale è sempre sorgente di comunione e dialogo", ha detto Ravasi. "Il problema nasce quando il luogo di culto assume tipologie che sono eterogenee alla propria identità: in questo caso la convivenza sociale e lo Stato in particolare esigono una verifica, un controllo".

Tipologie eterogenee alla propria identità? Per esempio indicazioni di voto a un referendum?


un giornalista non internet-idiota

Probabilmente Vittorio Zambardino non è l'unico, e fanno un po' sorridere certe sue affermazioni, per esempio, su World of Warcraft, ma credo che il piglio con cui si relaziona all'argomento sia positivo, e quantomeno non negativista come nella stragrande maggioranza delle firme del giornalismo nostrano...

Ecco un paio di articoli interessanti:

Regolamentare la rete è una pessima idea, di Vittorio Zambardino, 3/12/08

gli allarmi su internet sono inutili, di Vittorio Zambardino, 1/12/08

Saluti!

martedì 2 dicembre 2008

le novità del giorno

1) Bush ammette: "Sull'Iraq ho sbagliato. Se Obama ha vinto è anche a causa mia."

2) La Thailandia riesce a far cacciare il proprio premier, "interdetto dall'attività politica il premier Somchai Wongsawat per cinque anni. Sciolti i due principali partiti di governo - il Ppp di Somchai, il maggiore del Paese, e il Chart Thai, secondo partito della coalizione di governo - riconosciuti colpevoli di brogli elettorali nelle elezioni del dicembre 2007". Il premier ha reagito così: "E' stata una decisione inattesa, ma è una decisione che accetto. Il mio compito è finito."

3) Il Vaticano si oppone a una risoluzione dell'Onu contro la discriminazione degli omosessuali. Io la Chiesa provo anche a difenderne i diritti (bell'anacoluto, nevvero?), ma quando poi fa una cazzata del genere, come si fa? Ovviamente si tratta di un bell'esempio di cecità. In pieno delirio paranoico, invece di comprendere che la risoluzione è mirata a fare pressione su paesi come Iran o Turchia in cui sono ancora gravissime le condizioni di vita di omosessuali e transessuali, ci si scioglie in preda alla paura di "pressioni" per far approvare matrimoni omosessuali in Italia. Bel modo di difendere gli umili, i poveri, i deboli, i derelitti, proprio in linea col messaggio di Gesù Cristo.

domenica 30 novembre 2008

Ragazze spalmate di sedativi per derubare ricchi stranieri

Allarme della polizia ugandese: alcune giovani si cospargono il corpo di sostanze chimiche: nel mirino bianchi ricchi
[e grazie alla ceppa, che mirano agli ugandesi poveri?]

KAMPALA - Ragazze belle e prosperose. Che prendono di mira uomini benestanti, in cerca di sesso facile. Si lasciano abbracciare, toccare, baciare. Fino a che, irrimediabilmente, la vittima designata cade svenuta. E, irrimediabilmente, viene derubata di tutto. [posso dire: cazzi loro?] A lanciare l'allarme, come riporta l'Afp, è la polizia ugandese. «Alcune giovani malviventi - spiega Fred Enanga, portavoce del "Criminal Investigations Directorate" - si spalmano il seno e il resto del corpo con particolari sedativi» per mettere letteralmente al tappeto gli uomini che sono riuscite ad adescare.

A quanto pare, il sistema viene utilizzato da una gang formata da decine di prostitute e criminali: al momento le persone sospettate dalla polizia sono 37. Le vittime di questa sorta di rapine a luci rosse sono soprattutto stranieri bianchi. «Ne abbiamo trovati alcuni privi di coscienza e spogliati di ogni cosa. Non sappiamo ancora da chi si riforniscano le giovani - ha spiegato Enanga - ed è quello che stiamo cercando di scoprire». Le autorità lanciano però l'avvertimento: attenzione a farvi sedurre troppo facilmente. [non riesco a non provare simpatia per questi criminali - oltretutto non usano nemmeno la violenza! chi derubano, poi? turisti sessuali! e allora vaffanculo!]

("il Corriere della Sera", 29 novembre 2008)

sabato 29 novembre 2008

Troppo sbronze per i tacchi alti? In regalo l'infradito

Chiunque a Londra abbia preso un taxi nella notte tra il sabato e la domenica per andare verso l’aeroporto l’ha visto con i suoi occhi. Da ogni pub e dai locali pubblici escono barcollanti decine di ragazze che hanno bevuto troppo, camminano incerte sul marciapiede, vomitano in un angolo e cercano di ritrovare la strada di casa dove finalmente potranno togliersi i tacchi da 12 cm e riposare. [c'è da chiedersi che razza di società sia quella in cui le ragazzine si sentono fighe a vestirsi da prostitute e poi finiscono la serata vomitando in un angolo di strada. piccole fighe di legno crescono, NdV]

E’ uno spettacolo tra i più penosi che offra la città e il problema è così serio che Scotland Yard non riesce più a fare fronte alle chiamate al numero di emergenza, quasi tutte legate a qualche episodio di ubriachezza. Gli agenti lasciano squillare il telefono, anche se dall’altra parte qualcuno vorrebbe denunciare un omicidio. Ma finalmente è stata trovata la soluzione. I migliori cervelli della polizia del Devon e della Cornovaglia, del comune di Torbay, dei vigili del fuoco locali e della Authority per l’educazione hanno avuto l’idea decisiva. Gli agenti distribuiranno al di fuori dei pub e dei locali notturni della piccola cittadina migliaia di ciabatte infradito di plastica, che verranno consegnate alle ragazze un po’ brille che cercano di riguadagnare la strada di casa. Non è uno scherzo, è purtroppo vero.

«La gente a volte beve un po’ troppo - ha candidamente spiegato Adrian Leisk, esponente dell’organizzazione che promuove una società più sicura - e vediamo le ragazze andare in giro a piedi tenendo in mano le scarpe. Non è un bello spettacolo. Quindi forniremo una calzatura alternativa alle persone in modo che possano raggiungere la loro casa in sicurezza anche se indossano scarpe che in quel momento non sono confortevoli». Leisk ha aggiunto che la decisione è stata presa consultando la polizia, i sacerdoti, i conducenti di autobus e le persone che hanno a che fare con la vita notturna del luogo. Come sui pacchetti di sigarette, anche sulle infradito di plastica ci saranno scritte che spiegheranno i danni che l’alcol può fare all’organismo, compreso quello di cadere dai tacchi alti battendo la testa. Le ragazze che frequentano i pub e i club notturni sono entusiaste: «E’ un’idea fantastica - ha detto Danielle Bolton, 19 anni, al Times - Userò sempre le ciabatte. Le scarpe mi fanno male alla fine della nottata e tendo a togliermele». [e milioni di adolescenti in tutta Europa sono troppo rincoglionite per pensare a portarsi dietro due infradito in borsetta]

Il capo della polizia di Torbay, Chris Singer, è orgoglioso: «Confidiamo che distribuendo le ciabatte risparmieremo alle nostre ragazze le ferite che si sarebbero procurate cadendo dopo una notte in compagnia degli amici». Inutili le proteste dell’associazione dei contribuenti, i cui dirigenti ritengono che la spesa di 30 mila sterline (34 mila euro) per l’iniziativa sia «un modo idiota di sprecare denaro». Le ciabatte di Torbay sono d'altra parte solo una delle tante iniziative con le quali la Gran Bretagna si prepara alle feste di Natale. E' vero che a causa della recessione saranno le più povere di sempre, ma questo non impedirà di divertirsi. L'associazione contro le gravidanze indesiderate distribuirà nelle prossime settimane milioni di pillole del giorno dopo e ha lanciato una campagna con manifesti che raffigurano una languida fanciulla che abbraccia Babbo Natale: «Attenta, viene una volta sola all'anno, ma lascia un ricordo».

Nei locali frequentati da minorenni sono stati installati respiratori per il test alcolico, solo per scoprire che più della metà dei ragazzi con meno di 16 anni beve regolarmente. Durante le feste torneranno a casa barcollando sulle ciabatte a notte fonda, senza che l'unico genitore rimasto dopo il divorzio nemmeno si svegli a domandarsi che cosa sta succedendo ai suoi figli. [sicuramente la colpa è del divorzio, dell'aborto, della scienza e dei comunisti, in ordine inverso di importanza]

(Vittorio Sabadin, "la Stampa", 29/11/2008)

mercoledì 26 novembre 2008

Montanelli, Travaglio e la P2

Polemiche furibonde infuriano sulle presunte posizioni del defunto Montanelli, che quindi non può replicare in prima persona mentre viene tirato per la giacchetta da Travaglio, Facci e Mastellarini.

Credo che il modo più semplice per affrontare la questione sia sentire la viva voce di Montanelli, intervistato da Elkann, che racconta il suo incontro con Licio Gelli:

http://it.youtube.com/watch?v=EGD9VcmDnno

http://it.youtube.com/watch?v=rR8TRbB0sVE

http://it.youtube.com/watch?v=zkzvHo6jWgE

http://it.youtube.com/watch?v=Bk1QWWFBcJw

Precisiamo che l'intervista è del 1998, condotta da Alain Elkann.
I filmati, curati da Mario Cervi, sono raccolti in dvd e disponibili in libreria.

poi dicono che si diffonde l'anoressia

Dichiarazioni come questa sono un insulto all'intelligenza e non solo.

Il nuovo volto e corpo di Calvin Klein Underwear e Secret Obsession, la provocante Eva Mendes, ha confessato di vergognarsi del suo sterno. Nonostante sia considerata un sex symbol, l'attrice-modella, oltre a non considerare particolarmente bello l'osso piatto che forma il suo decolte', ha anche spiegato che nella quotidianita' preferisce non mostrare le sue prorompenti forme. 'Non mi piacciono le ragazze troppo scollacciate, credo che certe cose vadano conservate per le occasioni speciali e sinceramente apprezzerei che i fotografi immortalassero le mie bellissime scarpe piuttosto che le mie curve. Ne ho sempre di originali' ha concluso la top-model.

Allora, dico io, invece di farti fotografare nuda a destra e a manca vai a fare la cassiera in un supermercato, dove ti danno il grembiulone e puoi guadagnarti il pane senza mostrare il decolte' (ma si scrive davvero così???). Senza contare che le tue dichiarazioni sono una vergogna, come quelle delle altre 100'000 fyhe di legno come te che si spogliano tutte tronfie in preda a manie di protagonismo e sindrome da aspirante Venere e poi si schermiscono falsamente con "il mio alluce sinistro è brutto, il mio calcagno destro è 1 cm più tondo del necessario".

Ma andate a zappare la terra (professione degnissima, come la cassiera più sopra, eh, intendiamoci).

martedì 25 novembre 2008

Di chi è la colpa?

"All'interno del Decreto Gelmini, all'articolo 7 bis, è scritto che al piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici previsto dalla legge 289/2002 (successiva al crollo della scuola di San Giuliano) e successive modifiche, è destinato un importo non inferiore al 5% delle risorse stanziate per il programma delle infrastrutture strategiche in cui il piano stesso è ricompreso. 'Prima dell'approvazione del decreto Gelmini, il Piano prevedeva un importo non inferiore al 10%', spiega Adriana Bizzarri, responsabile Scuola di Cittadinanzattiva. 'Dunque, anche qui, un
taglio netto del cinquanta per cento alle risorse destinate alle scuole a rischio sismico. Come non bastasse, è stata eliminata la clausola che tale finanziamento fosse garantito fino al completo esaurimento del piano straordinario: quindi l'intervento è garantito solo per questo anno" (comunicato di Cittadinanzattiva, 30 ottobre 2008).

Grazie a Marco Travaglio.

Luxuria vince l'Isola dei Famosi





Grazie ad Alessandro Arcuri e Stefano Disegni.

venerdì 21 novembre 2008

la classe politica italiana

Un titolo perfetto per una Piccola Bottega di Orrori come questa.

Ecco a voi un articolo di Curzio Maltese sulla vicenda Villari e sulla vicenda Latorre:

il prodotto della furbizia, di Curzio Maltese ("la Repubblica Online", 21/11/08)

Per chi non ha voglia di sciropparselo tutto, ne riporto i tratti salienti:

"Nel teatro classico del trasformismo, la Rai, va in scena l'eterno conflitto delle classi dirigenti italiane: di qua i furbi, di là gli incapaci.
[...]
La trappola era ben congegnata e lanciata fra i piedi di un'opposizione già in difficoltà. L'immagine della leadership democratica esce indebolita dalle sempre più evidenti contraddizioni del partito. Per esempio, perché l'espulsione di Villari e neppure un cartellino giallo per Nicola Latorre, che durante un talk show ha suggerito con un bigliettino la risposta giusta all'avversario politico Bocchino per mettere in difficoltà l'alleato Donadi? Un distinguo etico fra i due è arduo. Uno politico no. Villari è un cane sciolto, ereditato da Mastella, mentre Latorre è il messo di D'Alema, un intoccabile."

Né conforto né compassione.
Oppure scegliete voi una frase a caso fatta per sembrare fico.

mercoledì 19 novembre 2008

la mafia che sale

Tanto per ricordarsi che le mafie fanno affari molto facilmente ben al di là del "quadrangolo maledetto" Napoli - Bari - Reggio Calabria - Palermo...

Circeo Connection: le mani delle cosche sul basso Lazio,di Attilio Bolzoni ("la Repubblica Online", 19/11/08)

Né conforto né compassione.

lunedì 17 novembre 2008

perché poi c'ha sempre ragione Rosy Bindi

Perché poi c'è chi ride di lei, magari, ma alla fine ha sempre ragione.

"Villari deve dimettersi o deve essere espulso, o la minoranza deve dimettersi in blocco dalla Commissione di Vigilanza Rai. [...] Noi del Pd non possiamo prestarci a queste operazioni" che sono "un esempio di trasformismo. [...] Diciamo da tempo che dobbiamo guardarci a sinistra, ma quelli che ci colpiscono alle spalle poi stanno sempre al centro".

Che cosa aggiungere?
Che il braccio di ferro sulla Commissione di Vigilanza Rai non è, come scioccamente dice qualcuno, una fissa per accontentare Di Pietro, bensì uno dei punti fondamentali su cui si gioca il mostrarsi differenti, il mostrarsi non corrotti né "inciuciari".

Perché da sempre la maggioranza ha votato a Presidente l'esponente dell'opposizione indicato dall'opposizione stessa, senza discutere. Così abbiamo avuto personaggi orripilanti quali Storace e quell'altro di AN così osceno che non riesco nemmeno a ricordarne il nome (Landolfi, nota delle 17:13). E il centrodestra si rifiuta di accettare Orlando perché ha detto che sarebbe stato inflessibile e non avrebbe risparmiato nessuno nel suo ruolo alla Vigilanza??? Ma stiamo scherzando?

Lo strappo istituzionale va sottolineato con una rinuncia totale alle operazioni della Commissione, che tanto è un organo totalmente inutile. Per cui che si cacci Villari a pedate dal partito, che ci si ritiri in blocco dalla Commissione e si lasci il centrodestra a baloccarcisi. Il messaggio lo si deve lanciare non agli elettori del centrodestra "irrecuperabili", bensì agli elettori del centrosinistra. Come possono i vertici del PD non capire che regalano nuovi voti a Di Pietro o, il che è ovviamente molto peggio, all'astensionismo?

E invece che faranno? Abbozzeranno, cambieranno candidatura, diranno "ma ecco però per cui quindi nell'ottica del dialogo"?

Né conforto, né compassione.

domenica 16 novembre 2008

"la Repubblica" fatta a pezzi dai Mauro e dai Giannini

Tra le tante fonti di fastidio e rabbia che mi suscitano le vicissitudini del nostro paese non posso non includere ai primi posti la perdita di qualita' di un giornale, "la Repubblica", che avevo sempre apprezzato molto per il taglio estremamente rigoroso dei suoi articoli, per l'obiettivita' delle sue critiche anche a sinistra. Negli ultimi tempi, in particolare dopo la sciagurata nascita dello sciagurato Partito Democratico (quindi ben prima della caduta del governo Prodi), "la Repubblica", guidata dal direttore Ezio Mauro e dal vicedirettore Massimo Giannini, ha avuto una decisa involuzione nei suoi editoriali e nella qualita' dei suoi approfondimenti politici, finendo troppo spesso per apparire come la velina neanche del PD, quanto della sua corrente veltroniana. Dopo avere appoggiato Veltroni nella sua "corsa solitaria" e essersi fatta portavoce del "voto utile" (anche, sorprendentemente, tramite giornalisti che tuttora stimo quali Zucconi e Scalfari), perse le elezioni di aprile si e' ritrovata in una crisi che ben riflette la crisi dell'opposizione (vedi il litigio tra D'Avanzo e Travaglio, roba da bambini di tre anni). I titoli di troppi articoli e sondaggi rasentano il ridicolo, roba da peggiori annate de "l'Unita'" (e' di pochi giorni fa il patetico "governo -4% ai consensi, la luna di miele col paese e' finita", alla quale il buon Prefe ha risposto "si', ora solo il 96% del paese e' con lui), ma sono soprattutto gli articoli del pessimo Giannini che mi lasciano perplesso. Il ruolo di Giannini a "la Repubblica" sembra, piu' o meno, quello di difendere Veltroni a prescindere. A seconda dei tentennamenti del grande capo, Giannini ha difeso poi attaccato poi difeso poi attaccato l'alleanza con Di Pietro. Ha chiesto l'alleanza con l'UDC dimenticandosi di chi siano Casini e Cuffaro. Ha festeggiato la vittoria in Trentino, vittoria ottenuta apparentemente grazie all'appoggio dell'UDC. Senza far notare che l'UDC in realta' non ha nemmeno partecipato alle elezioni, anche se ha detto ai suoi elettori di votare il candidato di PD e Italia dei Valori, che ha comunque preso il 57% dei voti. Ritengo improbabile che il 7,1% di questi voti vengano da fedelissimi elettori dell'UDC che sono andati a votare il candidato dei malvagi comunisti senza neanche poter votare il proprio partito, e allo stesso tempo che nessun elettore UDC abbia votato per il candidato della destra, ma queste considerazioni sono insufficienti per Mauro e Giannini, che invece si dimenticano naturalmente di citare il partito di Di Pietro. Giannini il cerchiobottista naturalmente critica anche l'operato di Epifani e CGIL considerandolo responsabile alla stregua di questo governo; una posizione talmente insostenibile perfino per "la Repubblica" odierna che il vecchio guru Scalfari ci apre sopra il suo editoriale per prenderne le difese.

Quello che mi irrita di Mauro e Giannini non sono le loro idee, bensi' il loro atteggiamento prono. In un giornale serio, per quanto schierato e dotato di una linea editoriale, e' bello e segno di democrazia avere opinioni diverse su come conseguire obiettivi, sempre nei limiti di una corretta informazione, filtrata tramite le proprie idee e le proprie opinioni. Non critico certo Giannini o Mauro perche' votano PD o perche' vogliono allearsi con l'UDC. Li critico perche' essi non esprimono proprie idee in maniera onesta e coraggiosa, bensi' fanno una cattiva informazione giorno-per-giorno, in una sorta di oblio del passato per cui finiscono per autorizzarsi a dire tutto e il contrario di tutto, purche' si possa sposare e difendere l'attuale posizione di Veltroni e dei suoi sodali. Chiunque abbia visto le riverenze imbarazzanti di Giannini a Veltroni durante la sua intervista su "Repubblica TV" (su internet) capira' di cosa parlo. Giannini e altri due personaggi di "la Repubblica" (mi pare Edoardo Buffoni e Paolo Garimberti) sono riusciti a far parlare Veltroni a ruota libera per un'ora sottoponendogli tremanti alcune innocue domande, senza osare nemmeno toccare i numerosissimi nodi che in questo momento attanagliano l'opposizione tutta e il suo piu' grande partito. Tutto il contrario di cio' che il vero giornalismo dovrebbe fare, e sicuramente un'operazione che non aiutera' in alcun modo il PD a risolvere i propri problemi, e ad aiutarlo a recuperare consensi che non ha.

Ne' conforto, ne' compassione.

venerdì 14 novembre 2008

Novità

Dopo un lungo periodo di silenziosa citazione, questo blog assumerà una lieve trasformazione, divenendo il ricettacolo della mia attività di editorialista, opinionista e tuttologo di quinta categoria.

Inizio il nuovo corso con un articolo di speranza sulla lotta alla prostituzione, una speranza che viene dalla Svezia.
Non so quanta gente segua questo blog, ma fatevi vivi con i vostri commenti. ;)

Prostituzione, la ricetta svedese, di Ranieri Salvadorini (la Repubblica Online, 14/11/08)

Per non smentire però il sottotitolo del blog, aggiungo questa inutile, ennesima polemica dei "più papalini del Papa" sulla campagna contro le violenze sulle donne:

Polemiche contro Telefono Donna per un manifesto con donna crocefissa (la Repubblica Online, 13/11/08)

Né conforto, né compassione.

martedì 4 novembre 2008

Filmati di Piazza Navona: Ultrà di destra minacciano la Rai

ROMA - Irruzione alla Rai, minacce ai giornalisti di Chi l'ha visto? Ultrà di destra contestano la messa in onda dei filmati che mostrato l'aggressione di mercoledì scorso ad un gruppo di giovani che manifestavano in piazza Navona contro il decreto Gelmini.

Una trentina di ultrà di destra, con il viso coperto da passamontagna, hanno scavalcato la scorsa notte i cancelli della sede di via Teulada, lanciando uova contro le pareti.

Stamane, telefonate di rivendicazione e minaccia sono giunte alla redazione di Rai3. "E' stato un atto dimostrativo", hanno detto gli estremisti. Hanno pure minacciato i giornalisti per quei volti degli aggressori di Blocco Studentesco mostrati durante la trasmissione.

giovedì 30 ottobre 2008

Un camion carico di spranghe


ROMA - Aveva l'aria di una mattina tranquilla nel centro di Roma. Nulla a che vedere con gli anni Settanta. Negozi aperti, comitive di turisti, il mercatino di Campo dè Fiori colmo di gente. Certo, c'era la manifestazione degli studenti a bloccare il traffico. "Ma ormai siamo abituati, va avanti da due settimane" sospira un vigile. Alle 11 si sentono le urla, in pochi minuti un'onda di ragazzini in fuga da Piazza Navona invade le bancarelle di Campo dè Fiori. Sono piccoli, quattordici anni al massimo, spaventati, paonazzi.

Davanti al Senato è partita la prima carica degli studenti di destra. Sono arrivati con un camion carico di spranghe e bastoni, misteriosamente ignorato dai cordoni di polizia. Si sono messi alla testa del corteo, menando cinghiate e bastonate intorno. Circondano un ragazzino di tredici o quattordici anni e lo riempiono di mazzate. La polizia, a due passi, non si muove.

Sono una sessantina, hanno caschi e passamontagna, lunghi e grossi bastoni, spesso manici di picconi, ricoperti di adesivo nero e avvolti nei tricolori. Urlano "Duce, duce". "La scuola è bonificata". Dicono di essere studenti del Blocco Studentesco, un piccolo movimento di destra. Hanno fra i venti e i trent'anni, ma quello che ha l'aria di essere il capo è uno sulla quarantina, con un berretto da baseball. Sono ben organizzati, da gruppo paramilitare, attaccano a ondate. Un'altra carica colpisce un gruppo di liceali del Virgilio, del liceo artistico De Chirico e dell'università di Roma Tre. Un ragazzino di un istituto tecnico, Alessandro, viene colpito alla testa, cade e gli tirano calci. "Basta, basta, andiamo dalla polizia!" dicono le professoresse.

Seguo il drappello che si dirige davanti al Senato e incontra il funzionario capo. "Non potete stare fermi mentre picchiano i miei studenti!" protesta una signora coi capelli bianchi. Una studentessa alza la voce: "E ditelo che li proteggete, che volete gli scontri!". Il funzionario urla: "Impara l'educazione, bambina!". La professoressa incalza: "Fate il vostro mestiere, fermate i violenti". Risposta del funzionario: "Ma quelli che fanno violenza sono quelli di sinistra". C'è un'insurrezione del drappello: "Di sinistra? Con le svastiche?". La professoressa coi capelli bianchi esibisce un grande crocifisso che porta al collo: "Io sono cattolica. Insegno da 32 anni e non ho mai visto un'azione di violenza da parte dei miei studenti. C'è gente con le spranghe che picchia ragazzi indifesi. Che c'entra se sono di destra o di sinistra? È un reato e voi dovete intervenire".

Il funzionario nel frattempo ha adocchiato una telecamera e il taccuino: "Io non ho mai detto: quelli sono di sinistra". Monica, studentessa di Roma Tre: "Ma l'hanno appena sentito tutti! Chi crede d'essere, Berlusconi?". "Lo vede come rispondono?" mi dice Laura, di Economia. "Vogliono fare passare l'equazione studenti uguali facinorosi di sinistra". La professoressa si chiama Rosa Raciti, insegna al liceo artistico De Chirico, è angosciata: "Mi sento responsabile. Non volevo venire, poi gli studenti mi hanno chiesto di accompagnarli. Massì, ho detto scherzando, che voi non sapete nemmeno dov'è il Senato. Mi sembravano una buona cosa, finalmente parlano di problemi seri. Molti non erano mai stati in una manifestazione, mi sembrava un battesimo civile. Altro che civile! Era stato un corteo allegro, pacifico, finché non sono arrivati quelli con i caschi e i bastoni. Sotto gli occhi della polizia. Una cosa da far vomitare. Dovete scriverlo. Anche se, dico la verità, se non l'avessi visto, ma soltanto letto sul giornale, non ci avrei mai creduto".

Alle undici e tre quarti partono altre urla davanti al Senato. Sta uscendo Francesco Cossiga. "È contento, eh?" gli urla in faccia un anziano professore. Lunedì scorso, il presidente emerito aveva dato la linea, in un intervista al Quotidiano Nazionale: "Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno (...) Infiltrare il movimento con agenti pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto della polizia. Le forze dell'ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti all'ospedale. Picchiare a sangue, tutti, anche i docenti che li fomentano. Magari non gli anziani, ma le maestre ragazzine sì".

È quasi mezzogiorno, una ventina di caschi neri rimane isolata dagli altri, negli scontri. Per riunirsi ai camerati compie un'azione singolare, esce dal lato di piazza Navona, attraversa bastoni alla mano il cordone di polizia, indisturbato, e rientra in piazza da via Agonale. Decido di seguirli ma vengo fermato da un poliziotto. "Lei dove va?". Realizzo di essere sprovvisto di spranga, quindi sospetto. Mentre controlla il tesserino da giornalista, osservo che sono appena passati in venti. La battuta del poliziotto è memorabile: "Non li abbiamo notati".

Dal gruppo dei funzionari parte un segnale. Un poliziotto fa a un altro: "Arrivano quei pezzi di merda di comunisti!". L'altro risponde: "Allora si va in piazza a proteggere i nostri?". "Sì, ma non subito". Passa il vice questore: "Poche chiacchiere, giù le visiere!". Calano le visiere e aspettano. Cinque minuti. Cinque minuti in cui in piazza accade il finimondo. Un gruppo di quattrocento di sinistra, misto di studenti della Sapienza e gente dei centri sociali, irrompe in piazza Navona e si dirige contro il manipolo di Blocco Studentesco, concentrato in fondo alla piazza. Nel percorso prendono le sedie e i tavolini dei bar, che abbassano le saracinesche, e li scagliano contro quelli di destra.

Soltanto a questo punto, dopo cinque minuti di botte, e cinque minuti di scontri non sono pochi, s'affaccia la polizia. Fa cordone intorno ai sessanta di Blocco Studentesco, respinge l'assalto degli studenti di sinistra. Alla fine ferma una quindicina di neofascisti, che stavano riprendendo a sprangare i ragazzi a tiro. Un gruppo di studenti s'avvicina ai poliziotti per chiedere ragione dello strano comportamento. Hanno le braccia alzate, non hanno né caschi né bottiglie. Il primo studente, Stefano, uno dell'Onda di scienze politiche, viene colpito con una manganellata alla nuca (finirà in ospedale) e la pacifica protesta si ritrae.

A mezzogiorno e mezzo sul campo di battaglia sono rimasti due ragazzini con la testa fra le mani, sporche di sangue, sedie sfasciate, un tavolino zoppo e un grande Pinocchio di legno senza più una gamba, preso dalla vetrina di un negozio di giocattoli e usato come arma. Duccio, uno studente di Fisica che ho conosciuto all'occupazione, s'aggira teso alla ricerca del fratello più piccolo. "Mi sa che è finita, oggi è finita. E se non oggi, domani. Hai voglia a organizzare proteste pacifiche, a farti venire idee, le lezioni in piazza, le fiaccolate, i sit in da figli dei fiori. Hai voglia a rifiutare le strumentalizzazioni politiche, a voler ragionare sulle cose concrete. Da stasera ai telegiornali si parlerà soltanto degli incidenti, giorno dopo giorno passerà l'idea che comunque gli studenti vogliono il casino. È il metodo Cossiga. Ci stanno fottendo".

(Curzio Maltese, 30 ottobre 2008)

venerdì 17 ottobre 2008

Bergamo, arrestato pedofilo: abusava delle giovani dipendenti

BERGAMO - Faceva lavorare nel suo bar ragazze dai 13 ai 18 anni pagandole in nero, poi le costringeva ad avere rapporti con lui minacciando di licenziarle: dopo due mesi di indagini è finito in carcere un uomo di 68 anni, gestore di un locale del Bergamasco. Gli uomini del comando provinciale di Bergamo, che lo hanno arrestato, lo hanno definito un "pedofilo seriale".

Secondo l'accusa l'uomo, incensurato, titolare di un bar in un paese dell'Isola Bergamasca, avrebbe abusato sessualmente di almeno sette ragazze tra i 13 e 18 anni, che "assumeva" in nero per lavorare al bancone del suo locale.

L'indagine è partita ad agosto dopo il racconto di una ragazza - ai tempi tredicenne - che ha riferito ai militari di aver subito pesanti avances dall'uomo. Gli inquirenti hanno rintracciato altre sei ex dipendenti del locale che negli ultimi dodici mesi sarebbero state costrette ad avere dei rapporti sessuali completi con il loro datore di lavoro.

L'uomo, sfruttando il rapporto professionale, conduceva con una scusa le sue vittime nell'appartamento sovrastante il locale e abusava di loro, spesso imponendo alle ragazze il silenzio sotto la minaccia di far perdere loro il lavoro.

Il barista, che vive da solo, cambiava commesse ogni due o tre mesi: pare che gli episodi ai danni delle ragazze proseguissero da almeno un anno. Le vittime hanno raccontato ai militari le loro esperienze, spesso con dovizia di particolari. Il presunto pedofilo è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale aggravata e continuata. Ora è rinchiuso nel carcere di Bergamo, in attesa di essere interrogato dal gip.
(17 ottobre 2008)

mercoledì 1 ottobre 2008

"Con la coca ho iniziato a 13 anni"

«Con la coca ho iniziato a 13 anni, nei bagni della scuola. E´ stato per superare la vergogna di essere deriso dalla prof. e dalla classe che ho fatto il primo tiro della mia vita». A parlare è un ragazzino di Tor Bella Monaca, "costretto" dai genitori a frequentare un istituto del centro «così, tanto per poter dire che il figlio di un cassamortaro frequenta la stessa scuola di un ricco». La madre di Giovanni (il nome è di fantasia) è casalinga, il papà costruisce casse da morto al Collatino.

La prima volta è stata dunque nel bagno della scuola. La cocaina dove l´avevi comprata?
«Prima di entrare. Ho aspettato uno dell´ultimo anno che m´avevano detto che spacciava e quando l´ho visto gli ho detto: "Senti voglio provare anch´io un tiro di coca, che ce l´hai?". Lui s´è guardato attorno un attimo mettendo la mano nella tasca dei pantaloni poi mi ha dato una pallina di cellophane».

E quanto l´hai pagata?
«Cinquanta sacchi, per una pallina grande così, tutti i soldi che mi davano i miei in due settimane. Per me non era poco ma gli ho detto sì. Poi sono andato subito in bagno».

Eri solo?
«Sì, e non sapevo neanche come fare. Cioè l´avevo visto fare nei film, e anche in borgata da me, ai muretti, qualche volta avevo notato quegli strani giochi in strada con gli specchietti dei motorini rovesciati, la polvere bianca, la banconota arrotolata per farne una cannuccia. E io ho fatto lo stesso».

Era mattina presto?
«Nel cambio tra la seconda e la terza ora, mi doveva interrogare quella di italiano e ogni volta mi mortificava. Con quel tiro di neve sono andato alla grande: cioè, ho preso quattro, ma ho fatto ridere tutti i miei compagni che non mi hanno più preso in giro. Sono diventato una specie di eroe».

E´ così facile per un ragazzo della tua età trovare la cocaina?
«Sì, la cocaina ormai la trovi dappertutto: in centro, in periferia, nei locali, per strada, dove vuoi».

E perché ti piace tanto la cocaina?

«E´ difficile da spiegare...»

Prova.
«La coca non ti fa pensare, non ti fa venir paranoie... Quando pippo non devo più cercare un ruolo, non devo più pensare a un atteggiamento con le ragazze, con i compagni, con la prof, con me, con i miei genitori».

Ogni quanto la assumi?
«Ogni quanto mi va: 3, 4, 5 volte a settimana, dipende».

I tuoi genitori non hanno mai sospettato nulla?
«Penso di no, io con i miei genitori non ci parlo. Non ho niente da dirgli».

E se tua madre portasse un tuo capello ad analizzare in un laboratorio?

«Ci litigherei a morte perché hanno violato la mia riservatezza....la miglior difesa è sempre l´attacco».

(01 ottobre 2008)

domenica 14 settembre 2008

Milano coca-market: spaccio ai ragazzini

MILANO - La cocaina in mano ai ragazzini, questa è la nuova frontiera dello spaccio alla milanese, l'ultima strategia del supermercato dei sogni chimicamente perfetti. "Fammi fare un colpo", "Quanto vuoi per un colpo?".

Un tempo questa frase ambigua avrebbe potuto sottintendere un crimine o un po' di sesso. Non è più così, nel vocabolario degli adolescenti. Quartiere Greco. Tre ragazze vanno da sole verso un gruppo di giovani neri. Da lontano la scena è semplice.
Uno dei maschi è lo spacciatore, intasca dalla bionda una banconota da dieci euro e infila qualcosa, forse un cucchiaino di plastica, in una bustina trasparente.

I sociologi la chiamano "minidose", lei e le amiche, no: davanti allo spacciatore, la ragazza sniffa, sorride, si è fatta "il colpo". E con il colpo in canna, cioè nel circuito sanguigno, eccola pronta per una serata distratta, se vorrà esserlo, o d'allegria, se deciderà di ridere. Almeno per un po', in effetti, è così che funziona la cocaina, che però resta un pianeta in parte inesplorato persino per i tossici più incalliti.

La parola benzoilecgonina difficilmente suggerirà qualche cosa a chi non è medico, ma è un metabolide della cocaina, cioè la coca si trasforma in quella sostanza quando passa attraverso l'organismo umano. "Abbiamo analizzato le acque che passano dal depuratore di Nosedo, i nostri lavori del 2006 e del 2007 indicano che ogni giorno a Milano si consumano circa diecimila dosi di cocaina. E nel week end salgono a quindicimila. Abbiamo fatto analoghe analisi a Lugano e Londra. Bene, Milano è la città dove, in percentuale al numero degli abitanti, il consumo è il più alto".

Questa visione di Milano capitale europea del consumo della cocaina non viene proposta da un poliziotto allarmista o da uno scrittore di noir, ma da uno scienziato, Silvio Garattini del celebre istituto Mario Negri. Perché questa città va sempre più a mille e non tutti ce la fanno a reggere i suoi ritmi vagamente ostili. Tanto che "negli ultimi anni - cifre fornite su nostra richiesta dalla Prefettura - si assiste a un incremento di segnalazioni a carico di medici, infermieri, autisti, forze dell'ordine, avvocati".

Cioè, durante i controlli (diciamo antidoping) a persone sospette, qualche volta si fa il test antidroga: emerge così questa "trasversalità" della roba. Nel 2004 c'erano state 3069 segnalazioni di persone da inviare poi al Sert, il servizio della Asl che si occupa di tossicodipendenze, ma l'anno scorso sono state 4129: magari la Borsa avesse lo stesso tipo d'incremento.
Milano dunque "sempre più in alto", o sempre più in basso, come raccontano i tantissimi casi di cronaca.

Dalla pr della moda che, dopo un festino con amici e poi qualche altra striscia a casa sua, ha preso il bambino appena nato e insieme con lui s'è lanciata dalla finestra. Al giovane diciassettenne sbandato che, più volte aiutato da don Gino Rigoldi, una notte è scappato dalla comunità, s'è preso quanta più coca potesse e ha ammazzato, con un complice, un transessuale, con una violenza inaudita. I segnali esistono, pochi sembrano volerli leggere. Ma è bene sapere che "nel 2010 il numero dei consumatori di cocaina potrebbe aumentare del 40 per cento rispetto al 2007".

Lo sostiene un'analisi della Asl coordinata da Riccardo Gatti (www. droga. net). Ha organizzato un "prevo. lab", una sorta di "stanza delle previsioni", che se sbaglia, sinora ha sbagliato per difetto. Dice Gatti: "La percezione della droga come pericolo e trasgressione è stata progressivamente sostituita" dall'idea che sia un "semplice prodotto - potenzialmente innocuo e controllabile - da assumere liberamente, in qualunque momento e in qualunque luogo", per "una vita diversa per qualche ora". Un sogno chimico a cottimo. Una "polverina magica come quella delle favole". Ma dietro c'è il mercato dello spaccio. Con i pusher che replicano il modello distorto del supermercato per "fidelizzare" la clientela. C'è un conto da fare. Un po' d'aritmetica applicata alla strada.

Oggi tra i 6 e gli 8 euro puoi prendere un aperitivo alcolico partecipando a un happy hour, che qualche volta più che comunicare "happy", rappresentano il massimo dell'infelicità milanese. Sempre a 8 euro si può comprare una microdose di eroina (0,20 grammi) necessaria a far calare l'eccitazione da coca. A 8,5 euro trovi l'hashish e a 6, quando c'è, la marijuana. L'ecstasy non manca, ma tra i giovani "fuori giri" di Milano è una cosa o da "tamarri" (i fuori moda della periferia) o da sudamericani. Tra i 10 e i 15 euro è possibile, come abbiamo visto, il "colpo", la botta al cervello della cocaina che "sale".

Risultato: gli spacciatori si sono livellati al costo medio della "serata". Un progetto che rende, stando agli studi statistici del dottor Roberto Mollica, sempre della Asl: in Italia nel 2005 i giovanissimi erano il 3,5 per cento dei consumatori, ma nel 2006 sono saliti a 3,9. Nella provincia di Milano erano 3,5, sono arrivati a un bel 4,3. Intorno al vecchio Duomo "sulla popolazione tra i 15 e i 19 anni (pari a 161.580 ragazzi) i consumatori sono 7mila circa", aumentano sempre, sono sempre più giovani.

E mentre scriviamo, Colombia, Bolivia e Perù stanno aumentando anche la produzione. Fabio Bernardi, ora capo della Mobile a Bologna ed ex capo della Narcotici a Milano spiega che questa "produzione è arrivata ormai a 900 tonnellate anno, e il 60 per cento arriva dalla sola Colombia".

Sono gli "eserciti" a gestire il traffico, visto che "le famose Farc hanno quasi il monopolio della coltivazione", gli acquirenti in Italia "soprattutto le 'ndrine calabresi, poi le organizzazioni camorristiche più che quelle siciliane, ma - tanto per spiegare - noi a Milano beccammo il responsabile di un centro per abbronzature che gestiva direttamente il traffico e aveva 70 chili in deposito, insomma se hai la liquidità e non hai paura, puoi rischiare". Negli ultimi giorni, in mano a tre illustri sconosciuti, tre gangster di mezza tacca, sono stati trovati 300 chili di "bamba". Sembra tanta, è solo goccia nel fiume di droga che, tra pub e discoteche, chioschi dei panini e piazze, scorre florido e carsico.

L'affarismo senza scrupoli milanese sa far di conto molto bene. Un chilo di cocaina costa millecinquecento dollari quando lo si compra in Colombia, ma sulla piazza europea vale dai 20 ai 23mila euro, e cioè venticinque volte di più. "Tutti noi dell'antidroga - continua Bernardi - guardiamo Milano perché è la città che detta la tendenza generale, come anche Madrid e Londra, e quello che preoccupa moltissimo è che la dose minima, una volta, costava non meno di 70 o 60 euro, cifre basse, ma non bassissime". Ma poi gli spacciatori, siccome "il mercato europeo della cocaina è in ascesa mentre quello americano è saturo", hanno inventato la minidose, destinata ai più giovani, e mettendo la cocaina nelle mani di tutti.

Solo grazie al tanto criticato pm di Potenza John Woodkock è venuto a galla quel giro di cocaina che per anni ha imperato e prosperato nella zona di corso Como, quasi del tutto indisturbato. Gli interrogatori su veline e soubrette che tiravano "le righe" nei bagni della discoteca vip Hollywood hanno svelato quanto fosse (e sia) un fenomeno di massa. Nell'ultimo mese il repulisti tra i locali della movida milanese è stato continuo. Hanno acchiappato "Paco", ma solo perché ha portato la roba a domicilio a una cliente brasiliana, e stando ad accuse e indagini, l'ha violentata.

Poi sempre in corso Como sono stati placcati dai carabinieri due nigeriani che, credendo di non dare nell'occhio, usavano la bicicletta per pedalare da un cliente e l'altro. Arresti, arresti, sempre pochi rispetto alla tanta gente che vende e compra "l'additivo", per innalzare il numero dei giri della propria ingrippata macchina umana.

Nelle interviste ai vip milanesi, ricorre spesso una domanda: "C'era una volta "la Milano da bere", oggi che cosa c'è?". Già allora quella era la Milano non solo della moda, della Borsa e di Bettino Craxi, ma anche di Angelo Epaminonda, detto il Tebano, che aveva il monopolio della cocaina rosa. Un quarto di secolo dopo, non c'è alcun monopolio, c'è solo tanta merce.

Chi ne fa un uso autistico, la classica sniffata da solo, prima di vedersi una partita alla tv. Esiste l'uso empatico, per sentirsi tutti insieme. C'è chi la ordina usando "skype", su Internet, che non è facilmente intercettabile. È in mano a tutti, la cocaina, in questa nuova "Milano che si beve l'anima".

(Pietro Colaprico, 14 settembre 2008)

lunedì 11 agosto 2008

Pensionata uccisa a bastonate, volevano rubarle la borsetta

MILANO - Una pensionata di 77 anni è stata uccisa a colpi di bastonate da due scippatori che volevano rubarle la borsetta. E' successo ieri pomeriggio a Desio, nel Milanese. Stava tornando a casa con i sacchetti della spesa. Attraversava la strada quando due giovani su una moto hanno tentato di strapparle la borsetta. Lei ha reagito e uno di loro, con una violenza senza limiti, prima l'ha spinta a terra e trascinata per un paio di metri. Poi, con un bastone che teneva in mano, l'ha colpita più volte alla testa. Era agonizzante la pensionata quando i passanti l'hanno soccorsa insieme ai volontari del 118. All'ospedale di Monza è giunta in coma; è stata operata ma è morta senza più riprendere coscienza.

L'anziana viveva con la sorella a Desio. Per fare la spesa preferiva andare al supermercato seppur parecchio distante da casa. Oramai era quasi arrivata quando gli scippatori l'hanno affiancata mentre attraversava via Milano, vicino a un distributore di benzina. Indossavano caschi integrali ma qualche passante che non era distante, ha confidato ai carabinieri che gli sembravano giovani, forse stranieri.

(10 agosto 2008)

Avellino, violentata dal branco

AVELLINO - Una donna di 35 anni è stata violentata da tre uomini che l'avevano abbordata all'uscita di un locale notturno di Avellino. L'hanno portata sotto minaccia nelle zone impervie del Terminio, tra Serino e San Michele di Serino, dove ne hanno abusato per diverse ore. E' accaduto la notte scorsa. La donna è stata identificata dai carabinieri mentre i suoi aguzzini la stavano probabilmente riaccompagnando a casa. E i tre, di età compresa tra i 19 e i 33 anni, sono stati arrestati.

I militari di Serino hanno intercettato l'auto alle prime luci dell'alba. La donna, in evidente stato di shock, alla vista dei carabinieri ha chiesto subito aiuto.

Grazie alla sua testimonianza dettagliata i carabinieri sono potuti tornare sul luogo della violenza raccogliendo prove determinanti per incastrare i tre.

Sono finiti così in manette per violenza sessuale di gruppo tre avellinesi, che sono stati dichiarati in stato di arresto in flagranza. Ora sono nel carcere di Bellizzi Irpino in attesa della convalida dell'arresto da parte gip della procura di Avellino.

(10 agosto 2008)

Transessuale stuprato e ucciso, orrore a Milano

di Sandro de Riccardis

MILANO - Alla fine di una notte di droga e noia, rapiscono un trans, lo stuprano più volte, l' accoltellano e lo picchiano a ogni tentativo di fuga. Poi lo scaricano, dissanguato, ai bordi della tangenziale Ovest, dove muore lentamente.

Samantha e Paola, due trans brasiliani di 30 e 37 anni, irregolari, sono come ogni notte ai bordi di via Novara, estrema periferia di Milano. Sono le 5.30 del 29 luglio scorso. A loro si avvicina una Ford Escort con un italiano, Davide Grasso, 20 anni, di Rozzano, comune a sud di Milano, e un marocchino, 17 anni, ospite della comunità di don Gino Rigoldi, cappellano del carcere minorile del Beccaria. Fatti di droga, i due chiedono a Samantha di fare sesso gratis. Al rifiuto del trans, il marocchino - con precedenti per spaccio e furto - si avvicina a Samantha (Rangel Gustavo Brandau, il vero nome), lo prende a pugni e lo trascina in auto. Paola tenta di difendere il collega, ma viene presa a calci. Fugge, mentre Samantha viene portata via. Le rubano tutti i soldi, 60 euro spesi in alcolici dopo l' omicidio. Poi lo obbligano a tornare sul viale alla ricerca della borsa. Di nuovo il brasiliano scappa, ma viene bloccato, violentato dai due aggressori, ferito col coltello. La droga scatena altra violenza, finché il trans, in fin di vita, viene scaricato ai bordi della Tangenziale Ovest. E' dalla denuncia di Paola e dai filmati di una telecamera che partono le indagini della squadra mobile, diretta da Francesco Messina. «Una violenza inaudita - dice Messina - Uno dei delitti più efferati in vent' anni di professione. Più di "Arancia Meccanica"». L' unica testimone «aveva paura a denunciare - spiega l' avvocato Debora Piazza - Col decreto del governo sarebbe stata arrestata ed espulsa». La donna racconta che Samantha «voleva raccogliere i soldi per curare il padre in Brasile». I poliziotti della sezione Criminalità organizzata, coordinati dal vicequestore Maria Josè Falcicchia, arrivano al magrebino grazie alle sue impronte sulla portiera della Ford, trovata con i sedili intrisi di sangue. In questura, il 17enne conduce gli investigatori al cadavere e al complice, arrestato subito dopo. Per Paola ci sarà un permesso di soggiorno per motivi di giustizia. La famiglia della vittima si costituirà parte civile. «Non potevo restare in silenzio di fronte a quello che ho visto. Altri due trans sono spariti nel nulla. Le loro famiglie in Brasile non hanno più saputo nulla».

(7 agosto 2008)

giovedì 31 luglio 2008

Firenze, violenza di gruppo: arrestati i sette stupratori

FIRENZE - Sono già stati arrestati i sette giovani ritenuti responsabili dello stupro di gruppo avvenuto nella notte tra venerdì e sabato scorsi nei giardini della Fortezza da Basso, a Firenze. Al termine di una serata passata in giro da un locale all'altro, e condita da tanti alcolici, avevano cominciato a toccare e palpeggiare una 22enne, per poi portarla in una zona appartata e violentarla in gruppo.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori i fermati si erano dati appuntamento, venerdì sera, con quattro amiche, tra cui la 22enne, per trascorrere la serata in compagnia. A un certo punto le amiche della giovane sono andate via, laciandola sola con i sette ragazzi. A quel punto i giovani avevano cominciato a palpeggiarla e, dopo averla condotta in un punto isolato dei giardini, l'avevano stuprata in gruppo. Tra i fermati ci sono sia italiani che stranieri, tutti di età compresa tra i 20 e i 25 anni e tutti studenti universitari.

Lo stupro era stato confermato anche dal referto medico realizzato dall'ospedale di Careggi, dove la ragazza era andata a farsi medicare. Dopo qualche giorno, ripresasi dallo shock, la 22enne aveva trovato il coraggio di andare alla polizia e denunciare i suoi stupratori.

(31 luglio 2008)

Fottute bestie, come vorrei avere una mazza da baseball e le vostre facce a portata di mano.

sabato 19 luglio 2008

Londra, ucciso ragazzo a pugnalate

LONDRA - Un ragazzo di 18 anni è stato trovato ferito a morte la notte scorsa a Londra, colpito da diverse coltellate. Si tratta del 21esimo adolescente dall'inizio dell'anno a perdere la vita nella capitale britannica in circostanze violente. Lo ha reso noto Scotland Yard secondo cui la vittima, in gravissime condizioni ma ancora viva, è stata soccorsa da alcuni agenti nel sobborgo di South Lambeth, a sud di Londra, grazie a una precedente segnalazione anonima; ma il giovane è deceduto al suo arrivo in ospedale.

Secondo la ricostruzione di Scotland Yard l'uccisione è avvenuta ieri sera dopo una rissa. La polizia ha arrestato un ragazzo di 16 anni, ritenuto responsabile della morte del 18enne, prelevato nella sua casa a Brixton, quartiere nel sud di Londra.

La notizia di quest'ultimo omicidio, l'ennesimo nel mese di luglio dopo l'uccisione di due studenti francesi, giunge il giorno dopo la diffusione da parte del ministero dell'Interno delle prime statistiche dettagliate sull'entità del fenomeno delle aggressioni con armi da taglio e da punta, che coinvolge soprattutto il mondo giovanile, e che sta suscitando un crescente allarme sociale in Gran Bretagna. Nel 2007 in Inghilterra e nel Galles sono stati accertati 22.151 casi di aggressioni con coltelli, gran parte dei quali nel circondario londinese, dove le denunce sono state 7.049.

Nella relazione si sottolinea peraltro che, a parte i dati relativi agli accoltellamenti, nel complesso gli episodi criminosi sono invece diminuiti del 9 per cento nello stesso lasso di tempo. Il dicastero continua inoltre a valutare diverse possibili contromisure, compresa l'introduzione del coprifuoco notturno nelle aree più a rischio.

(18 luglio 2008)

giovedì 3 luglio 2008

Ragazzina stuprata sull'autobus - arrestato un sedicenne

BARI - Presa con la forza dal branco, trascinata in fondo all'autobus, palpata e costretta dal capo del gruppo, un ragazzo di 16 anni, a subire atti sessuali, mentre in tre la mantenevano e gli altri otto, seduti intorno, ridevano. La vittima è una quindicenne, studentessa di Bari, che dopo essere riuscita a scappare ha poi trovato il coraggio di indicare alla polizia il suo stupratore: "È lui, è stato lui", ha detto.
È successo martedì scorso, poco dopo le 19, in un mezzo pubblico occupato in buona parte dal gruppetto di minorenni e diretto a sud del capoluogo, nella ex frazione Torre a mare dove la studentessa incontrava quotidianamente gli amici. Lei, seduta avanti, si teneva ben distante da quei bulli e soprattutto dal sedicenne che già lunedì nello stesso autobus le aveva toccato il seno.
Appena il bus è arrivato fuori Bari, lui l'ha presa alle spalle e l'ha portata sui quattro sedili di dietro senza che nessun altro provasse a difenderla. L'ha costretta a stendersi e si è messo sopra di lei, mimando un rapporto completo. Poi si è abbassato i pantaloni e le ha stretto la faccia, mentre il branco rideva divertito e gli altri passeggeri viaggiavano nell'indifferenza generale. A quel punto, lei è riuscita a divincolarsi ed è scappata, scendendo alla prima fermata utile.
Mentre fuggiva lui le ha anche tirato un calcio, facendola cadere, e l'ha minacciata dicendo: "Tanto prima o poi ti becco e mi devi fare quello che voglio". È proprio per questa frase che gli investigatori, diretti dal capo della Mobile Luigi Liguori hanno ritenuto ci fosse il concreto pericolo di reiterazione del reato e quindi che fosse necessario fermarlo con l'arresto.
Gli agenti, chiamati dal personale dell'Amtab, hanno raggiunto il gruppetto di giovani al capolinea del bus dove si intrattenevano chiacchierando tranquillamente. Dopo averli interrogati e grazie anche al riconoscimento della ragazzina, il 16 enne, figlio di un pregiudicato e studente all'istituto alberghiero, è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale e condotto in Questura. Lì ha continuato a ostentare un atteggiamento arrogante, da vero capobranco: "Da qui io me ne vado - ha ripetuto - Non me ne frega niente di quello che dite". Gli altri tre compagni di avventura, indicati dalla vittima come coloro che la mantenevano ferma sui sedili, sono stati denunciati per favoreggiamento.

(3 luglio 2008)

martedì 10 giugno 2008

ah, questi rumeni nel nord-est...

Romeno ucciso per l'assicurazione: arrestata una coppia di italiani

VERONA - Hanno ucciso un loro dipendente romeno per incassare un milione di euro dall'assicurazione. Con l'accusa di omicidio volontario premeditato e occultamento di cadavere, è finita in cella una coppia trentenne di Verona: era lei la beneficiaria dell'assicurazione.

Titolari di un'impresa di autotrasporto, Tancredi Valerio Volpe e Cristina Nervo hanno ucciso Adrian Joan Kosmin, 28 anni, assunto in nero presso la loro ditta da un paio d'anni. In cambio della regolarizzazione del contratto, i suoi datori di lavoro lo avevo convinto a indicare come unica beneficiaria dell'assicurazione sulla vita la titolare dell'azienda.

Il corpo del romeno era stato trovato carbonizzato sabato scorso nella sua auto, a Cavaion Veronese, vicino al casello autostradale di Affi. Doveva sembrare un suicidio, ma l'autopsia ha dimostrato che nei suoi polmoni non c'erano tracce di fumo. L'uomo era stato narcotizzato altrove, composto sul sedile della Rover per inscenare un suicidio, e cosparso di benzina. Per rendere ancor più verosimile la messinscena, nell'auto era stata abbandonata una bomboletta di gas di quelle usate normalmente per cucinare in campeggio.

Dopo un lungo interrogatorio in caserma, sembra che la donna sia crollata e abbia ammesso la responsabilità dell'omicidio. L'uomo arrestato, 34 anni, è detenuto in carcere, mentre alla sua convivente, 31 anni, madre di un bambino di pochi mesi, sono stati concessi gli arresti domiciliari.

(10 giugno 2008)

lunedì 9 giugno 2008

Omicidio volontario e truffa al Sistema Sanitario Nazionale

MILANO - Truffa al Sistema Sanitario Nazionale ma anche omicidio volontario aggravato da crudeltà e lesioni personali gravissime: con queste accuse la guardia di finanza di Milano ha eseguito quattordici ordinanze di custodia cautelare nei confronti di primari, ex primari e altri medici della clinica privata convenzionata Santa Rita.

Tredici i medici che hanno ricevuto l'ordinanza, insieme al rappresentante legale della casa di cura. Due di loro adesso si trovano in carcere, mentre gli altri dodici sono agli arresti domiciliari. Secondo le prime rivelazioni, diciotto persone sono accusate di truffa aggravata e falso in atto pubblico, tra di loro tre medici accusati anche di lesioni gravissime e omicidio volontario. Anche la clinica Santa Rita deve rispondere in qualità di ente giuridico in base alla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti.

Sono novanta gli episodi di lesioni gravi e gravissime contestati agli indagati. In cinque casi il reato sarebbe l'omicidio volontario. Secondo l'accusa i medici avrebbero condotto decine di operazioni con l'unico scopo di ottenere un rimborso, per gli anni 2005 e 2006, dal Servizio Sanitario Nazionale e dalla Regione Lombardia. Rimborso che sembrerebbe ammontare a due milioni e mezzo di euro circa. I pazienti operati inutilmente non venivano messi al corrente dei rischi che correvano e in cinque casi gli interventi si sarebbero rivelati fatali. I medici che lavorano nella struttura, secondo quanto rivelato dalle indagini, sarebbero stati scelti per la loro disponibilità a compiere operazioni "avventate". E questa disponibilità avrebbe fatto lievitare il loro compenso mensile da 1.700 a 28.000 euro.

Agghiaccianti i particolari. Si parla di polmoni rimossi anche in caso di tubercolosi, mammelle asportate senza motivo a donne in giovane età, anche a una diciottenne, quando sarebbe bastato togliere i noduli. Una donna di 88 anni colpita da tumore, a cui bastava una sola operazione è stata operata tre volte in tre mesi (con un rimborso di 12 mila euro per ogni intervento). Ci sarebbero stati anche interventi eseguiti senza il consenso firmato dai pazienti, che erano prevalentemente anziani, oppure contro il parere del medico curante.

I pm e la Guardia di finanza hanno sostenuto che l'uso delle intercettazioni è stato "fondamentale" per lo svolgimento dell'inchiesta, inserendosi così nella polemica sull'uso di questo strumento giudiziario seguita alle parole del premier Berlusconi, che ha parlato di un provvedimento per limitarle. "Proprio le intercettazioni - ha sottolineato il colonnello della Guardia di Finanza Cesare Marangoni - hanno consentito di accertare i cinque casi di omicidio volontario di cui sono accusati tre medici del reparto di Chirurgia toracica del Santa Rita". "L'utilizzo delle intercettazioni è stato fondamentale perché gli indagati parlano in modo esplicito della necessità di operare per guadagnare", hanno aggiunto i magistrati. L'inchiesta che riguarda la clinica, coordinata dai pm della Procura di Milano Grazia Pradella e Tiziana Siciliano, è cominciata nella primavera del 2007. Le fiamme gialle avevano sequestrato 4.000 cartelle cliniche su richiesta dei pm, ritenute non veritiere o comunque alterate per avere rimborsi gonfiati. Nessun commento giunge dai rappresentanti della clinica, che precisano di "esser venuti a conoscenza dei fatti esclusivamente dai mass media".

(9 giugno 2008)

domenica 8 giugno 2008

due al prezzo di uno

Presa a schiaffi perché troppo bella: ragazze aggrediscono studentessa

ROMA - Sei studentesse hanno approfittato della festa di fine anno per aggredire la più bella della scuola. E' avvenuto questa mattina davanti al liceo artistico Mario Mafai di via dell'Oceano Indiano nel quartiere Eur di Roma.

Sei ragazze hanno insultato e picchiato una loro compagna di 16 anni, perché "gelosa e troppo carina", mentre gli altri studenti festeggiavano la fine delle lezioni con i consueti lanci di gavettoni e di uova. La giovane vittima è stata medicata successivamente al pronto soccorso dell'ospedale Sant'Eugenio, i medici le hanno riscontrato delle escoriazioni a una spalla giudicate guaribili in 4 giorni.

I carabinieri della compagnia Eur, per ora hanno identificato e denunciato due delle responsabili dell'aggressione, si tratta di due quindicenni, denunciandole per lesioni personali. Sono in corso le indagini per identificare le altre quattro del gruppo.

(7 giugno 2008)


Bimbo ferito tra la folla a Melito: "Tra i presenti trionfa l'omertà"

MELITO PORTO SALVO - Ha sparato in mezzo a centinaia di persone, ma nessuno ha visto niente. Non ci sono testimonianze nel fascicolo aperto dopo l'agguato di venerdì pomeriggio a Melito Porto Salvo. Neppure una telefonata anonima. Certo, i carabinieri hanno una pista precisa, ma non grazie ai tanti presenti alla sparatoria. Il killer che ha fatto fuoco alla festa dei bambini dell'asilo, ferendone uno di tre anni in maniera grave e colpendo ad una gamba Francesco Borrello (obiettivo dell'agguato), avrebbe le ore contate. Tuttavia gli investigatori non hanno potuto contare su alcuna testimonianza. Troppa paura tra le gente di Melito, omertà. C'erano un sacco di persone alla recita di fine anno della scuola, e lo stesso sul lungomare. Nessuno ha però collaborato.

"E' vero - ammette il colonnello Leonardo Alestra, comandante provinciale dell'Arma - non ci sono testimonianze, non ci hanno aiutato". Spiega ancora: "Se questo è comprensibile per un genitore che in certi momenti pensa solo a proteggere i propri figli, lo è di meno per le persone che, presumibilmente, passeggiavano sul lungomare". Il tono dell'ufficiale è pacato. Sa che in certe realtà è difficile "parlare". Chi collabora non ha vita facile, è marchiato. Qualche sfogo è possibile coglierlo invece tra gli investigatori del posto: "Lo prendiamo lo stesso, non c'è problema. Ma è una vergogna che nessuno abbia pensato di aiutarci, neppure informalmente".

Chi ha sparato tra i bambini non ha ancora ufficialmente un volto. Dopo una prima ricostruzione i carabinieri hanno messo nero su bianco la dinamica dei fatti. Alle 18,45 un uomo alto e magro è piombato sul suo obiettivo in sella ad uno scooter nero. Un casco integrale a proteggere il viso. Ha estratto la pistola, una 7,65, ed esploso cinque colpi. Uno ha colpito alla gamba Borrello, un altro un bambino, in faccia. La vittima predestinata ha schivato i colpi e tentato una reazione. Ha sorpreso il killer, che fuggendo ha lasciato cadere la pistola.

Il bambino ferito, ricoverato in rianimazione all'ospedale di Reggio Calabria, "non è in imminente pericolo di vita". La prognosi resta riservata, ma gli accertamenti hanno stabilito che il proiettile ancora conficcato alla base della nuca non ha provocato danni al cervello, né compromesso organi vitali.

Dall'ospedale la mamma Stefania Gurnari ha invitato l'autore della sparatoria a costituirsi: "Se hai una coscienza, non devi avere paura della giustizia terrena ma di quella divina". Aggiungendo: "Questo animale se vuole dimostrare di essere un uomo si deve presentare alla giustizia ed assumersi le sue responsabilità". Sul fronte delle indagini, gli inquirenti puntano molto sui rilievi fatti dal Ris di Messina. Oltre all'arma del killer gli esperti stanno analizzando anche le tracce sullo scooter, trovato abbandonato poco lontano, ma soprattutto sul casco lasciato cadere vicino alla moto.

(Giuseppe Baldessarro, 8 giugno 2008)

giovedì 5 giugno 2008

Marocchina stuprata a Milano

MILANO - Aveva il vizio di adescare le ragazze delle scuole medie milanesi, trascinarle con una scusa a casa sua e stuprarle. Gaetano Calicchio, un italiano di 30 anni, è stato arrestato all'alba nella sua abitazione dagli agenti della Squadra mobile di Milano. Dovrà rispondere di violenza sessuale aggravata su una ragazza marocchina di 14 anni che è rimasta incinta.

Tutto ha inizio nel febbraio scorso quando l'uomo, davanti a un istituto in zona Gratosoglio, ha avvicinato la minorenne presentatagli da una comune amica. Poi il tragitto in tram insieme fino all'appartamento di lui, dove alla ragazza era stato fatto credere che avrebbe trovato la madre e il fratello. Infine lo stupro.

Per la paura e la vergogna la vittima non ha denunciato la violenza fino a quando non ha scoperto di essere rimasta incinta del suo aggressore. A capire che qualcosa era cambiato è stata la madre, una donna di 42 anni che lavora come colf, che ha deciso di portare la figlia in un consultorio. I medici hanno così scoperto la gravidanza, mentre una relazione degli psicologi ha subito fatto luce sul trauma. La giovane non ha voluto portare a termine la gravidanza.

Immediate le indagini, che hanno portato alla scoperta di altri due abusi di cui l'uomo si sarebbe reso colpevole, sempre su adolescenti. Due ragazzine italiane, di quattordici e quindici anni, cadute nella stessa trappola. Sembrerebbe che per attirare le sue vittime l'uomo usasse come "esca" anche dell'hashish.

Ora l'uomo è agli arresti e dovrà rispondere di violenza aggravata su minori.

(5 giugno 2008)

venerdì 30 maggio 2008

giovedì 17 aprile 2008

 
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