sabato 31 ottobre 2009

il Popolo delle Libertà ringrazia il Popolo delle Primarie

Bersani, come prima cosa dopo che viene eletto, dice che è doveroso avere un dialogo col governo Berlusconi, e dice "no" alla proposta di Di Pietro e Ferrero di aderire alla manifestazione promossa contro il governo il 5 dicembre.

In seguito, buona parte del Partito Democratico vota assieme al governo per respingere la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell'inquisito ministro Altero Matteoli.

Ringraziando di tutto cuore, il Popolo delle Libertà appoggia la candidatura a quello che possiamo chiamare il prossimo "Ministero degli Esteri Europeo" del puparo di Bersani, Massimo D'Alema.

A me sembra che il circolo si sia chiuso.

Grazie per aver votato Bersani, ci rivediamo nel 2013, tutti insieme fuori dal Parlamento.

giovedì 29 ottobre 2009

uomo di 31 anni muore dopo la detenzione

Denuncia del garante sul caso Cucchi. Manconi: "Lesioni e traumi sul corpo"
Due prese di posizione e una denuncia sulle circostanze che hanno portato alla morte di Stefano Cucchi, 31 anni, arrestato per possesso di droga e poi morto all'ospedale Pertini. Il garante dei diritti dei detenuti Marroni annuncia una denuncia alla Procura, l'ex sottosgeretario Luigi Manconi parla di "lesioni e traumi".

ROMA - Ad una svolta la vicenda del 31enne romano Stefano Cucchi, morto il 22 ottobre nella struttura sanitaria protetta dell'Ospedale "Sandro Pertini" dopo un arresto per droga. "Auspico che le indagini avviate dalla Procura della Repubblica, di cui ha parlato il ministro della Giustizia, contribuiscano a fare piena luce sulla morte di Stefano Cucchi, una vicenda che presenta lati oscuri non ancora del tutto chiariti che meritano un approfondimento". E' questo il commento del garante dei diritti dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni dopo aver ascoltato la riposta del ministro della Giustizia Angelino Alfano all'interrogazione presentata dai parlamentari Bernardini e Giachetti. Sul caso, il garante dei detenuti ha preannunciato anche l'invio di un suo esposto alla Procura della Repubblica di Roma.

Nel suo esposto alla Procura il Garante ripercorre, per sommi capi, la vicenda del giovane Cucchi, arrestato nella notte tra il 15 e 16 ottobre per possesso di una modesta quantità di stupefacente e morto una settimana dopo. Dalle verifiche condotte dall'Ufficio del Garante presso le autorità sanitarie e quelle penitenziarie risulterebbero, in particolare, due punti definiti "importanti": il pomeriggio precedente alla morte, i medici dell'ospedale Pertini avrebbero avvisato con una relazione allegata alla cartella clinica, il magistrato delle difficoltà a gestire le condizioni del paziente, che avrebbe tenuto un atteggiamento di rifiuto verso i trattamenti terapeutici. Inoltre, il personale sanitario non sarebbe mai venuto a conoscenza, se non dopo la morte, della richiesta di colloquio dei familiari, per altro ritenuto dai medici fondamentale in ogni caso. "Ora - ha concluso Marroni - attendiamo l'esito degli esami autoptici per comprendere cosa è esattamente successo a questo ragazzo. Al di là tutto, io credo che aver impedito ai genitori di vedere il figlio per giorni è un fatto di una gravità estrema, così come è grave, se vera, la circostanza riferita dai parlamentari secondo cui al perito della famiglia sarebbe stato impedito di assistere all'autopsia".

(28 ottobre 2009)



"chi derise la nostra sconfitta
e l'estrema vergogna ed il modo
soffocato da identica stretta
impari a conoscere il nodo

chi la terra ci sparse sull'ossa
e riprese tranquillo il cammino
giunga anch'egli stravolto alla fossa
con la nebbia del primo mattino"

martedì 27 ottobre 2009

Perugia: mamma costringe la figlia di 11 anni a fare sesso con dei ragazzi

La donna e' stata arrestata. i vicini hanno segnalato alla polizia le urla della piccola.
La madre faceva regali ai giovani che si prestavano ai rapporti. Voleva far diventare la ragazzina «popolare».


PERUGIA - Una vicenda che ha dell'incredibile. Era «fissata» con l'idea che la figlia undicenne dovesse avere rapporti a sfondo sessuale per farla diventare popolare e per questo le organizzava in casa incontri, ai quali assisteva, con coetanei (13-17 anni la loro età) contattati all'uscita di scuola, anche se la ragazza si opponeva in lacrime e la notte si svegliava in preda agli incubi. Questo il quadro delineato dalla squadra mobile di Perugia che ha arrestato la madre dell'adolescente, una quarantenne incensurata originaria del perugino. Violenza sessuale il reato che le è stato contestato.

LA VICENDA - Per tutelare la minore, gli investigatori non hanno reso noto nè il nome della donna, nè del paese, nella zona del Trasimeno, dove è avvenuta quella che è stata definita una storia di «degrado e grave disagio familiare». Dall'indagine, durata circa un mese, è emerso che il desiderio della donna era di creare una «cerchia di ammiratori» intorno alla sua unica figlia. Per farlo convinceva i ragazzi agli incontri (che forse duravano da più tempo) anche regalando loro denaro, ricariche telefoniche e un cellulare. Un'azione «quasi quotidiana» la sua, secondo gli investigatori. Gli accertamenti sono ancora in corso e non è chiaro se la ragazza (ora affidata ai servizi sociali) abbia avuto rapporti sessuali veri e propri. L'indagine della squadra mobile - diretta da Giorgio di Munno - è partita dalla segnalazione di un via vai sospetto nell'appartamento e di grida provenienti da esso. È quindi emerso che era frequentato da quattro-cinque ragazzi. Tra loro anche una tredicenne alla quale la donna - secondo la ricostruzione accusatoria - metteva a disposizione la casa - «modesta» è stata definita - per avere rapporti, in sua presenza, con un ragazzo di 17 anni, denunciato a piede libero per concorso in violenza sessuale.

INTERCETTAZIONI - Grazie anche alle intercettazioni telefoniche e ambientali la polizia ha accertato che l'undicenne si opponeva in lacrime agli incontri. La notte si svegliava improvvisamente in preda agli incubi, piangendo. Un quadro in base al quale la polizia ha deciso di intervenire e di bloccare la donna, risultata senza occupazione. Assente quando avvenivano gli incontri è risultato invece il padre, lavoratore saltuario, nei confronti del quale non sono stati presi provvedimenti. Dall'indagine condotta dalla terza sezione della mobile - guidata da Monica Napoleoni - è emerso che la famiglia non aveva dato finora segni di disagio. Anche a scuola, che pure frequentava poco, la ragazza non aveva mostrato malessere.

(Corriere della Sera, 26 ottobre 2009)

lunedì 26 ottobre 2009

io sto coi lavoratori

Parafrasando Bud Spencer. Ci sono tante brutte notizie da dare, ma prima ve ne do una bella:

Ferrovie, il giudice reintegra De Angelis, licenziato per aver parlato dell'ETR spezzato
Immediato ordine di reintegrazione e risarcimento di tutte le retribuzioni perdute
per il macchinista che in una intervista aveva rivelato della sicurezza dei treni.
"Ho fatto il mio dovere nell'interesse della sicurezza di tutti, ferrovieri, pendolari e tutti i cittadini"
Ad attendere la sentenza anche i comitati sorti dopo la strage di Viareggio del 29 giugno scorso.


ROMA - Licenziamento annullato, immediato ordine di reintegrazione e risarcimento di tutte le retribuzioni perdute. E' la sentenza del giudice del lavoro di Roma Dario Conte sulla vicenda del licenziamento del ferroviere Dante De Angelis.

Macchinista del deposito locomotive di Roma-San Lorenzo, De Angelis fu sollevato dall'incarico dopo che le Ferrovie gli contestarono di aver reso dichiarazioni contrarie alla verità sulle cause e sugli effetti di un episodio risalente al 14 luglio 2008, quando, a Milano, un Etr senza passeggeri si "spezzò" mentre veniva trasferito dall'officina della Martesana alla stazione centrale.

Per il macchinista licenziato, e adesso reintegrato, lo "spezzamento" era stato un incidente potenzialmente molto pericoloso in quanto era anche un campanello d'allarme che poneva all'attenzione la questione della manutenzione, della progettazione e dei controlli sugli Etr. Il giudice del lavoro ha condannato Ferrovie a pagare le spese di giudizio. Tra 60 giorni le motivazioni della sentenza.

"Sono sereno perché resto convinto di aver fatto il mio dovere nell'interesse della sicurezza di tutti, ferrovieri, pendolari e tutti i cittadini". E' il commento a caldo di Dante De Angelis, che è anche rappresentante lavoratori per la sicurezza. De Angelis era stato accolto da un centinaio di suoi sostenitori arrivati da ogni parte d'Italia, in attesa della decisione del giudice davanti agli uffici di viale Giulio Cesare, che lo hanno salutato con scroscianti applausi. C'erano anche componenti dei comitati sorti dopo la strage di Viareggio del 29 giugno scorso, quello di via Ponchielli, luogo del disastro, e dell'Associazione 29 giugno. A loro il macchinista ha assicurato che continuerà "a fare il suo lavoro, e se i compagni di lavoro lo vorranno, ad occuparmi di sicurezza".

"Quando è giunta la notizia del reintegro al lavoro di De Angelis c'è stato un urlo di gioia - ha riferito l'assessore provinciale di Lucca alla protezione civile, Emiliano Favilla - da parte delle persone presenti che da sempre gli sono stati vicine. De Angelis anche in occasione della strage di Viareggio è venuto in città più di una volta a manifestare insieme ai cittadini viareggini per chiedere che venga fatta giustizia e che vengano alla luce i responsabili".

"E' una sentenza molto importante - hanno commentato i legali di De Angelis, gli avvocati Piergiovanni Alleva e Pierluigi Panici - perché restaura il diritto di espressione e critica da parte dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e respinge la pretesa dell'azienda che voleva limitare questa libertà con l'idea che un eventuale, e in questo caso non esistente, errore nell'esercizio di un importante incarico possa comparare il licenziamento".

(26 ottobre 2009)

domenica 25 ottobre 2009

perderle tutte

Ci sto provando a perdere tutte le elezioni alle quali partecipo, così ho votato Franceschini. Avrei potuto votare Marino, era uguale. La mia speranza era che non vincesse Bersani.

L'appoggio a Bersani di D'Alema, Latorre, Iervolino, Loiero, Marrazzo, Binetti, Bassolino, insomma tutti i peggiori del PD eccetto Rutelli (che comunque è già dato per fuori dal partito) mi ha fatto un po' senso. Quello che mi lascia sbigottito è il fatto che, evidentemente, la mia perplessità sia ben poco condivisa dal "popolo della sinistra".

Ecco, il fatto che il "popolo della sinistra" (più o meno sinistra, ecco) continui ad appoggiare sempre gli stessi figuri che sono stati in primissimo piano responsabili delle ripetute sconfitte elettorali e di scandali tra i peggiori che abbiano toccato la sinistra in Italia dai tempi di Craxi (da Unipol all'elenco infinito di scandali a Napoli, in Campania e Calabria), mi fa comprendere come, se ci fosse stato un Berlusconi di sinistra, il "popolo della sinistra" sarebbe stato del tutto uguale nelle sue reazioni ai berlusconiani che tanto disprezza.

martedì 20 ottobre 2009

due orrori di oggi

Picchiato per aver difeso una donna: disabile ricoverato in gravi condizioni
L'uomo stava cercando di proteggere la cassiera del supermercato aggredita da un cliente che non voleva pagare e che l'ha assalito

RAGUSA - E' stato picchiato ferocemente per aver cercato di difendere da un cliente la cassiera del supermercato in cui si trovava. E' accaduto ieri pomeriggio ad un uomo di 58 anni, disabile, ora ricoverato all'ospedale "Paternò Arezzo" in gravi condizioni. Il pestaggio è stato interrotto dall'intervento dei carabinieri, che hanno arrestato l'aggressore, Pietro Baglieri, 33 anni, pregiudicato nato in Germania e da tempo residente a Ragusa. L'uomo dovrà rispondere di lesioni aggravate.

All'uscita dal supermercato "Alis" di via Caronia, Baglieri si era rifiutato di pagare, reagendo con pesanti offese all'insistenza della cassiera di saldare il conto. In difesa della donna è intervenuto il disabile, che si trovava in coda alle casse. Baglieri ha cominciato a colpirlo con calci e pugni fino all'arrivo dei militari, avvertiti dal personale del supermercato.

(20 ottobre 2009)

(NdV: un supermercato pieno e nessuno ad intervenire? saranno stati tutti donne inermi e pensionati? e l'unico che ha il coraggio di fare qualcosa, un disabile che poi viene gonfiato di botte con tutti che stanno a guardare? ah no, hanno chiamato i carabinieri... bah)


Violentano sedicenne ad Ascoli, la madre sente tutto al telefono
La donna, non vedendo la figlia rientrare, l'aveva chiamata al cellulare: la comunicazione era rimasta aperta mentre i ragazzi abusavano della figlia

ASCOLI PICENO - L'hanno fatta ubriacare e costretta a sottostare ad atti sessuali mentre la madre, che l'aveva chiamata al telefonino, ascoltava impotente quello che stava succedendo. Con questa accusa il gip di Ascoli Piceno, Annalisa Gianfelice, ha disposto l'arresto di Carlo Maria Santini ed Enrico Maria Mazzocchi, due diciottenni ascolani accusati di aver abusato di una sedicenne in un'abitazione nel centro storico.

Un particolare inquietante, è la telefonata con la madre della vittima. Non vedendo la figlia rientrare a casa, la donna l'aveva raggiunta al cellulare. La comunicazione era rimasta aperta mentre i due indagati approfittavano della ragazzina, stordita dall'alcol, senza che la donna potesse far nulla per fermarli.

L'appartamento dove è avvenuto lo stupro è uno di quelli individuati a settembre dagli investigatori della Squadra mobile, diretta da Piefrancesco Muriana, nell'ambito dell'operazione antidroga "Messenger": lì un gruppo di giovani ascolani si ritrovava per festini a base di sesso e droga. In quell'occasione vennero arrestate tredici persone e fu posta sotto sequestro una gioielleria compiacente alla quale i ragazzini, alcuni dei quali minorenni, vendevano oggetti preziosi sottratti in famiglia per poter acquistare la droga.

Carlo Maria Santini, uno dei due indagati arrestati stamani, venne denunciato per aver soggiogato e iniziato al consumo di cocaina un ragazzo ascolano appassionato di cultura "emo", che aveva agganciato attraverso il programma di chat Messenger. Il ragazzino era stato ripetutamente costretto a rubare, in casa propria, denaro e oggetti preziosi, per potersi rifornire di droga. Oltre a Messenger, il diciottenne avrebbe utilizzato anche il social network Facebook per avvicinare diverse ragazze, molte delle quali maggiorenni, e alcune consenzienti a intrattenersi con i ragazzi.

Lo stupro di gruppo risale ad un mese fa circa. Quel pomeriggio la madre ha accompagnato la sedicenne al pronto soccorso, dove i medici hanno diagnosticato uno stato di intossicazione alcolica acuta e confermato la violenza subita, testimoniata anche da vistose tracce di sangue. La ragazzina è rimasta ricoverata in ospedale per due giorni, e poi ha raccontato agli investigatori l'incubo in cui era precipitata, probabilmente come altre giovanissime vittime prima e dopo di lei.

La sedicenne considerava Santini un suo amico, ed era andata in quell'appartamento (che apparteneva ad un parente di Santini e che il ragazzo continuava a frequentare nonostante il divieto che gli era stato imposto a settembre dalla procura dei minori) senza sospettare nulla. Ad aspettarla però c'era anche Carlo Maria Mazzocchi: i due, così ha riferito, l'hanno fatta bere molto, lei si è sentita male e ha chiesto di sdraiarsi sul letto, e qui sarebbe stata violentata da entrambi, mentre la madre ascoltava tutto.

Ad inchiodare i due ci sarebbero anche alcune intercettazioni telefoniche e il tentativo di inquinare le prove, minacciando e insultando ripetutamente madre e figlia perchè ritirassero la denuncia. I ragazzi avrebbero progettato anche una fuga all'estero.

Ci sono poi altri indizi, come le conversazioni di Santini su Facebook, in cui l'indagato dava sfogo alla sua passione, quasi un'ossessione, per le ragazzine più piccole. E i passi falsi mossi nella piazza virtuale, che ora lo accusano. Una madre, insospettita dai comportamenti della figlia, si è finta una giovanissima e si è fatta agganciare in chat, per poi vietare alla ragazzina di frequentare quell'amico conosciuto sul web, ritenuto troppo pericoloso.

Anche un'altra madre, dopo i clamori dell'operazione 'Messenger' attuata qualche mese fa, si è frapposta tra la figlia quattordicenne ed il ragazzo. Le ha vietato di frequentarlo, sottraendole il telefonino e rispondendo al posto suo. Ma il ragazzo, sempre secondo le forze dell'ordine, "imperturbabile nonostante la giovane età", l'ha insultata, arrivando persino a minacciarla. Tutti comportamenti a cui Santini sarebbe stato avvezzo. Difatti lui ed il suo amico Enrico Maria Mazzocchi, sono accusati anche di un grave tentativo di inquinamento delle prove, poiché hanno più volte avvicinato sia la giovane vittima che la madre, facendo pressione affinché ritrattassero le accuse.

Se attraverso Messenger Santini reclutava baby consumatori di droga, navigando su Facebook irretiva ragazze e ragazzine, vantandosi poi delle sue "conquiste". La polizia sta facendo accertamenti su una decina di giovanissime che sono entrate in contatto con lui, e non è escluso che emergano altri episodi di violenza. In un'intercettazione telefonica fra gli indagati si parla di un giro di 40 ragazze.

Squadra mobile e Procura di Ascoli hanno lanciato un appello rivolto alle giovani e alle loro famiglie, perché vincano la vergogna e la paura e dicano quello che sanno.

(20 ottobre 2009)

(se io fossi il padre di una di queste ragazze o di questi ragazzi instradati alla droga, prima mi sentirei una merda come genitore, farei una lunga chiacchierata coi miei figli e poi andrei a gonfiare di botte i due stronzi)

lunedì 19 ottobre 2009

ScaricaBile N°22 online!

E' uscito ScaricaBile N°22

La rivista di satira su cui scrivo anche io - oggi ben 38 pagine di risate, lacrime di dolore e occasionale noia.

E il numero è più pornaccioso del solito, quasi a livello della famigerata colonnina di destra del sito di Repubblica.

http://scaricabile.blogspot.com/2009/10/scaricabile-22-il-pdf-buono-e-giusto.html
 
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