sabato 9 maggio 2009
la crisi... la crisi non esiste, è un parto delle vostre menti bacate
Lo dice anche Arrigo Sadun, direttore esecutivo del Fondo Monetario Internazionale per l'Italia, in una intervista ad AgiNews. Questo, nonostante il fatto che Governo, FMI e Commissione Europea prevedano un calo del PIL italiano attorno al 4% quest'anno.
Naturalmente non abbiamo motivo di dubitare delle menti illuminate che ci hanno guidato negli ultimi trent'anni alla situazione che abbiamo oggi. Dice Sadun: "Negli Stati Uniti la Federal Reserve prevede che l’economia si stabilizzera’ entro la fine dell’anno; la ripresa in Europa, e dunque anche in Italia, non dovrebbe essere troppo lontana."
Ora, magari sarà anche vero, però continua a sfuggire un piccolo particolare: dopo i numerosi proclami sulla necessità di dare una svolta al sistema finanziario e alle banche, cosa è stato concretamente fatto?
La risposta è piuttosto semplice anche se estremamente deprimente: NIENTE.
E la crisi allora? A cosa è servita? Ci ha insegnato qualche lezione?
Assolutamente no. La crisi esiste solo nelle vostre menti bacate.
Facciamoci due risate che è meglio...
venerdì 8 maggio 2009
blogger mio coetaneo assolto dall'accusa di diffamazione
Gli è costato 5200 euro tolti dal suo stipendio di assegnista di ricerca, ma alla fine del processo ha avuto ragione lui. Lui è il blogger Mirko Morini, 29 anni, titolare di Il Butirrometro. Francesco Caruso, giudice monocratico del tribunale di Ferrara, lo ha assolto per non aver commesso il fatto. E qual era il fatto?
Pochi sanno che qualche tempo fa Gigi Moncalvo, già direttore de La Padania, poi conduttore di un programma televisivo, è entrato in uno di quei turbini telematici ai quali noi giornalisti andiamo soggetti. Da un blog all’altro lo hanno sfotticchiato in tanti - succede, la miglior reazione è un certo spirito sportivo. Fra i punzecchiatori c’era il Butirrometro di Morini.
Moncalvo non l’ha presa bene: con l’aiuto di un suo collaboratore ha pettinato la rete alla ricerca di ogni battuta e ha trasformato quelle ironie in altrettante querele per diffamazione. Un parola, un rigo appena, e zac, Moncalvo ha colpito. Il 2008 è stato l’anno della sua ira giudiziaria. Secondo fonti della difesa, il giornalista avrebbe presentato 150 querele, secondo altre indicazioni sarebbero 70.
Morini non ci era andato leggerissimo, ma il suo è un blog che non fa molti prigionieri. Aveva parlato di “idioti” e all’inizio, l’anno scorso, era preoccupato per la querela, soprattuto perché i blogger non hanno alle spalle editori che pagano, e lui, Morini, è in realtà un quasi ragazzo nato nel 1980.
Il suo è un “leading case” anche per altri motivi: se si comincia a giudicare i blogger col metro duro riservato ai giornalisti (ammesso che quel metro sia consono alla libertà di stampa) e se si interviene dentro la satira, per quanto questa possa essere brutale, la libertà di espressione di un paese non è messa bene.
L’avvocato Cavallari, difensore di Morini, ha argomentato proprio sulla natura del “genere” della satira e sul fatto che chi la fa rimescola gli elementi della realtà sul registro dell’enfasi , ma quell’enfasi non sta per insulto o diffamazione.
Sta di fatto però che si giunge a questa sentenza proprio mentre i gruppi che si occupano di monitorare la libertà di stampa nel mondo hanno retrocesso l’Italia adducendo, tra i motivi della penalizzazione, l’eccessivo carico persecuotorio ai danni dei blogger.
Tra 60 giorni il giudice Caruso depositerà le motivazioni della sua sentenza. Si vedrà quali saranno. Intanto Morini è atteso in giugno dalla causa civile, che Moncalvo, insaziabile, gli ha intentato insieme alla querela.
(Vittorio Zambardino, dal suo blog, 8 maggio 2009)
giovedì 7 maggio 2009
basta con distinguo e precisazioni, il razzismo è razzismo
Convinta, appoggia l'iniziativa anche una candidata al consiglio provinciale, Raffaella Piccinni, compagna di partito del deputato leghista. Stesso principio di apartheid ma con una sfumatura leggermente diversa. Se il deputato distinge tra "milanesi" e altri, lei tra italiani e stranieri. Per la Piccinni meglio sarebbe riservare "vagoni solo per extracomunitari". "Ci sarebbe più sicurezza", assicura.
Le provocazioni dei politici leghisti non hanno tardato a sollevare apre critiche da entrambi gli schieramenti. Il primo a censurare l'idea è stato un politico della stessa coalizione di Salvini, Aldo Brandirali del Pdl: "L'unico modo per applicare la proposta del deputato è mettere stelle sul petto, di diversi colori, a seconda della razza". Gli ha fatto eco il capogruppo del Pd a Palazzo Marino, Pierfrancesco Majorino, imperativo contro il collega: "E' una proposta da Ku Klux Klan. Che il sindaco butti fuori la Lega dalla giunta".
("la Repubblica Online", 7 maggio 2009)
Tanta gente fa distinguo su questa o quella proposta della Lega, "ma non è razzismo", "son questioni di sicurezza..." Bene, io mi sono rotto i coglioni di sentire stronzate. Si può discutere su tante cose e nessuno nega che l'integrazione sia un processo difficile e che presenti ostacoli, ma bisogna smettere di dare corda a certi cervelletti fini. Andatelo a spiegare a Obama, quando verrà in visita alla Fiera di Milano e lo farete salire su un vagone del treno diverso da quello di Berlusconi: "mi spiace, Presidente, lei è troppo abbronzato per salire su quella carrozza". la Volpe
mercoledì 6 maggio 2009
Pedofilia e torture, l'indagine continua
Sembra che per le indagini sia stata decisiva l'acquisizione e l'elaborazione dei dati telematici trasmessi al NIT dall'Interpol polacca, attraverso il centro Interpol di Lione. Il traffico vastissimo che dilaga in tutto il mondo di film pedofili, segnalato da Telefono Arcobaleno al NIT, ha attivato due anni fa una serie di fascicoli investigativi, tutti riguardanti un genere di abusi sui bambini che sono apparsi immediatamente diversi dagli altri, ai quali - per così dire - si era abituati. Un genere caratterizzato da forme di sadismo violento e spietato, abominevole e insopportabile alla vista di persone abituate alla visione di ogni sorta di atrocità.
Giovanni Arena, presidente di Telefono Arcobaleno, a margine di questa operazione, ha segnalato come nel Decreto Sicurezza, di recente approvazione al Senato, siano state dimenticate le vittime del pedobusiness. Per i bambini che subiscono violenze sessuali dirette, infatti, la legge prevede il gratuito patrocinio dello Stato.
Nel Decreto Sicurezza del governo invece i minori sfruttati sessualmente da pedofili per produrre e diffondere materiale pedopornografico non sembra abbiano gli stessi diritti. Eppure circolazione di immagini che riportano lo strazio di circa 40.000 bambini in tutto il mondo riguarda prevalentemente bambini e bambine dai 7 ai 9 anni, vittime evidentemente dimenticate. "Insomma, è in atto - dice Arena - un processo culturale pericoloso, che tende a considerare la pedofilia on line un crimine virtuale e non una vera e propria atrocità contro l'umanità, che coinvolge bambini veri e sempre più piccoli, sfruttati per alimentare ogni giorno un infame mercato di esseri umani".
(la Repubblica Online, 6 maggio 2009)
martedì 5 maggio 2009
privatizzazione dell'acqua e future alleanze di governo
Il sindaco Chiamparino è passato dalla parte delle Gran Merde, dichiarando che è pronto a scaricare gli alleati e magari andare a nuove elezioni, possibilmente dopo un dialogo con l'UDC. Unite i puntini, che cosa apparirà?
Cosa è successo negli ultimi due giorni a Torino in tema di acqua?
E' successo che è passata una delibera della fusione Iride-ENIA, che contemplava anche la privatizzazione dell'acqua. Noi, come Italia dei Valori abbiamo presentato un emendamento molto importante: che l'acqua rimanga in mano pubblica. C'è stato negato, nonostante questo a Genova fosse avvenuto. Naturalmente il voto dell'Italia dei Valori, senza se e senza ma, è contro la privatizzazione dell'acqua, le reti devono essere pubbliche a garanzia dei cittadini e a garanzia di tutte quelle persone che non possono pagare delle tariffe non concorrenziali.
Avendo votato contro poi cosa è successo?
C'è stata la dichiarazione del sindaco Chiamparino che ha detto che siamo fuori dala giunta. Noi abbiamo risposto che non ci ha mai fatto entrare in giunta. Sicuramente non accetteremo nessuna imposizione perché sui temi della privatizzazione dell'acqua la posizione del presidente Antonio Di Pietro è chiara: no alla privatizzazione, l'acqua deve restare in mano pubblica. Avremo dei chiarimenti col sindaco da lunedì in avanti. Sicuramente noi siamo alleati per il programma con il PD, ma non accettiamo imposizioni per quanto riguarda reti pubbliche, acqua, idriche e termiche.
Nei fatti cosa accadrebbe? Ci sarebbe un aumento delle bollette e del costo dell'acqua a carico dei cittadini? E quanti sarebbero i cittadini coinvolti?
Bèh, lei pensi questo: nei fatti tutto questo può essere opinabile, ma sicuramente in mano pubblica i consigli comunali hanno il dovere e il diritto di poter incidere sulle tariffe perché vengono sancite anche dai consigli comunali.
In mano privata, mi permetto di dire, decidono i Cda, e i Cda non sempre sono l'espressione dei cittadini che hanno votato i partiti politici. Che sia la politica pubblica a dare quei segnali seri di pubblicità per quello che riguarda l'acqua a livello globale. E si ricordi che qui non stiamo parlando di diecimila persone, ma parlamo di milioni di persone che verrebbero investite da questa grande area di fusione, Iride-ENIA, quindi Torino-Genova, con tutte le reti che poi ne saranno conseguenti.
Chi ci guadagnerebbe da questa operazione?
Se viene fatta in una maniera oculata e seria possono guadagnarci tutti, è naturale che se noi non abbiamo un controllo, di fatto, dalla partenza, non potremo sapere chi alla fine ci va a guadagnare. Vi assicuro che se c'è il pubblico, il pubblico decide e può fare tariffe. Se c'è un privato, nessun privato, che io conosca come professionista, va a fare un lavoro in perdita per garantire qualcun altro.
domenica 3 maggio 2009
Stuprata dopo il corteo del 1° Maggio
La violenza sessuale è avvenuta intorno alle 19.15. Quando la gente si è accorta che non si trattava di due persone che avevano perso le inibizioni ma di una sopraffazione, è intervenuta. Per poco l’extracomunitario non è stato linciato e alcuni militanti del sindacato sono intervenuti per evitare una degenerazione, consegnando l’uomo alle forze dell’ordine. Nello stesso momento è nata anche un pò di tensione, che si è subito placata, perché alcuni manifestanti, fra cui alcuni no-global, temevano che fosse stato bloccato qualcuno dei loro per motivi collegati all’iniziativa della Festa del Lavoro.
La vittima della violenza è una ragazza di 23 anni, originaria di Roma, ex studentessa universitaria ora in cerca di occupazione, che era giunta nel capoluogo lombardo proprio per partecipare al corteo. Il suo aggressore è un immigrato irregolare senza precedenti penali. La giovane è stata ricoverata, in stato di choc, ed è ora assistita da sanitari e psicologi.
("la Stampa" Online, 2 maggio 2009)
venerdì 1 maggio 2009
primo maggio dei lavoratori
Pur con tutti i suoi errori, l'ideale socialista non può e non deve morire, perché non può e non deve morire la ricerca di una alternativa, la possibilità di una alternativa.
Laburisti, socialisti, comunisti - nel rispetto dei diritti dell'uomo, della libertà individuale e di una società democratica - ancora uniti nell'immaginare un futuro che non verrà mai, ma per il quale non si deve smettere mai di lottare.
Contro il fascismo e il paternalismo. Contro lo stalinismo e il maoismo. Contro l'omologazione anticulturale e la globalizzazione.